Macbeth l’Africano

Al Maillon di Strasburgo l’opera di Verdi riletta da Bailey e Cassol

Recensione
classica
Le Maillon (Strasburgo)
15 Novembre 2014
A Goma, in una remota regione del Congo non lontana dal confine fra Uganda e Ruanda, una compagnia amatoriale scampata ai massacri dei signori della guerra e alla ferocia delle milizie tribali ritrova in un vecchio baule costumi, partiture e vecchi dischi di un “Macbeth” rappresentato molto tempo prima. È lo spunto per far rivivere la cupa tragedia del generale che si fece Re attraverso un vissuto di violenze e massacri. In questa cornice, il poliedrico artista e teatrante sudafricano Brett Bailey racconta la sua Africa attraverso il “Macbeth” di Verdi. Sì, perché più che all’ennesima rilettura in chiave moderna o politica di un classico operistico, il pubblico assiste al racconto della tragedia di un continente attraverso il linguaggio del melodramma. “Patria oppressa” apre e chiude (come a dire che non c’è fine alla disperazione degli oppressi) questo singolare “Macbeth” africano, che non si discosta poi tanto dall’originale verdiano se non nella libertà linguistica dei sopratitoli di sapore quotidiano e soprattutto nell’agile riscrittura di Fabrizio Cassol per i dodici bravi strumentisti della No Borders Orchestra. Lasciata quasi intatta la parte vocale, salvo le necessarie riduzioni per ensemble ridotto e i tagli di un’ora circa nell’originale, Cassol opera con una certa libertà nella strumentazione e si lancia in qualche divagazione “etnica” (vedasi il siparietto dei sicari di Banquo in “Chi v'impose unirvi a noi?” trasposto su ritmi africani). Aggiunge una patina di autenticità l’ensemble di interpreti tutti africani, su cui spicca la coppia dei bravissimi protagonisti Owen Metsileng e Nobulumko Mngxekeza, entrambi più che all’altezza dell’originale verdiano. La scena leggera dal colore etno come i costumi sono dello stesso Bailey. Molti applausi, chiamate.

Note: Produzione di Third World Bunfight in collaborazinoe con Kunstenfestivaldesarts/KVS (Bruxelles), Wiener Festwochen (Vienna), Theaterformen Festival (Braunschweig), The Barbican (Londra), Festival d’Automne à Paris, La Ferme du Buisson (Marne-la-Vallée), Nouveau théâtre de Montreuil. Con il sostegno del Programma Cultura dell’Unione Europea e Artscape. Prossime rappresentazioni: dal 18 al 22 novembre a Montreuil, il 25 e 26 novembre alla Ferme de Buisson, il 29 novembre a Douia.

Interpreti: Owen Metsileng (Macbeth), Nobulumko Mngxekeza (Lady Macbeth), Otto Maidi (Banquo), Sandile Kamle, Jacqueline Manciya, Monde Masimini, Siphesihle Mdena, Bulelani Madondile, Philisa Sibeko, Thomakazi Holland (ensemble vocale)

Regia: Brett Bailey

Scene: Brett Bailey

Costumi: Brett Bailey

Coreografo: Natalie Fisher

Orchestra: No Borders Orchestra

Direttore: Premil Petrovic

Luci: Felice Ross (video di Roger Williams)

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Al Festival di Pentecoste il Rossini de L’italiana in Algeri, l’Offenbach de La Périchole e il Brahms del Deutsches Requiem da camera 

classica

 A Milano per la Società del Quartetto

classica

All’Alte Oper di Francoforte si chiude trionfalmente con un concerto interamente dedicato al compositore francese il ciclo dedicato al direttore greco e a MusicAeterna