Le primedonne di Cimarosa

Si ride a Napoli con l'impresario in angustie

Recensione
classica
Associazione Scarlatti Napoli
Domenico Cimarosa
16 Maggio 2017
Si ride tanto nelle farse settecentesche, ma mai pensato così tanto anche per il dialetto. É una buona produzione questa farsa di Domenico Cimarosa, L'impresario in Angustie? Si. Bei costumi, sobria e intima messinscena. Ma giusta? Si. E dunque il confronto con la versione di Roberto de Simone del 2001 al Conservatorio Cimarosa di Avellino, pomposa, diversa, non va nemmeno pensato. L'Associazione Scarlatti ha creato un'appendice barocca nella stagione, ricordando a chi non lo sapeva, o se l'era scordato, che la città da anni ha un ruolo principale nel revival di un certo genere umoristico. Con un buon cast, in buona parte giovane, ed una regia di Stefano Albarello, che centra la chiave di lettura della farsa, un frizzante teatro nel teatro, una compagnia d'opera alle prese con un avido e disonesto impresario e vanità femminili da primadonna, reso con una espressività tutta al presente. Con concertazione non troppo smagliante di Daniela Dolci, sul podio e anche al ricco clavicembalo, si cantano arie pulsanti di affetti, introdotte da recitativi più che teatrali, decisamente narrativi. Ma è il dialetto napoletano che rende coinvolgente l'intreccio del dramma, la sua gestualità, dizione e inflessioni del testo. Buoni solisti agli archi, salterio, fiati e chitarre, dell'ensemble Musica Fiorita, ma l'organico ridotto si percepisce spesso con volumi e timbri in equilibrio precario nonostante l'ottima sala del teatro Sannazaro di Napoli. In gara di bravura e quindi espressività stanno le tre primedonne, Fiordispina Sara Bino, di delicato umorismo, Merlina Cristina Grifone, dal passo ancheggiante, e Doralba Maria Silecchio, vera donna del Sud, che si contendono il librettista, un bravo Giuseppe Naviglio, l'impresario Don Cristobolo, il fratello altrettanto abile Pietro Naviglio, nonché il compositore Gelindo, un bravo Rosario Totaro, incluso l'amante di Doralba il basso Carlo Sgura. Teatro non pienissimo ma tanti applausi e pubblico soddisfatto.

Interpreti: Interpreti: Don Cristobolo Pietro Naviglio, Don Perizonio Giuseppe Naviglio, Fiordispina Sara Bino, Merlina Cristina Grifone, Doralba Maria Silecchio, Gelindo Rosario Totaro, Strabinio Carlo Sgura.

Regia: Stefano Albarello

Costumi: Angela Gassi e Daniel Tuzzato

Direttore: Daniela Dolci

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