Bizet arriva dal Kazakhstan

A Jesi  I pescatori di perle del Teatro Nazionale “Abai” di Almaty in Kazakhstan

 I pescatori di perle di Bizet
I pescatori di perle di Bizet
Recensione
classica
Teatro Pergolesi di Jesi
I pescatori di perle di Bizet
17 Dicembre 2017

Piacevole fuori programma  della stagione lirica di tradizione del Teatro “Pergolesi” di Jesi, Les pȇcheurs de perles,  interpretato dagli artisti del Teatro Nazionale di Opera e Balletto “Abai” di Almaty, Kazakhstan,  ha colorato di esotico il periodo prenatalizio. L’opera di Bizet era l’ ultimo appuntamento  della tourneé italiana voluta dal Ministero della cultura della repubblica eurasiatica (che ha avuto come tappe Roma, con un “Gran gala lirico”, Fermo, con il balletto Il lago dei cigni e appunto Jesi), per celebrare il 25esimo anniversario delle relazioni diplomatiche Italia-Kazakhstan. L’allestimento, frutto di una imponente produzione  che impegnava 120 persone tra maestranze artistiche e tecniche,  riprendeva quello per metà italiano del 2014 per il teatro di Almaty curato da Paolo Bosisio per la regia, Hella Mobrini per le scene ed Anita Lamanna per i costumi, arricchito da graziose coreografie orientaleggianti interpretate da giovanissime ballerine. Quello che si dice “le physique du rôle”: l’ambientazione esotica dell’opera ha trovato riscontro negli interpreti, coro, danzatrici, solisti, nonché orchestra, tutti dell’Accademia Nazionale Kazaka “Abai”, cosa che ha dato  all’allestimento un’aura particolarmente suggestiva, soprattutto nelle scene corali.  Di colore orientale, ma non da cartolina,  le scenografie e i costumi,  a creare un curioso contrasto con l’europeissima vocalità,  molto vigorosa nel registro tenorile di Nurzhan Bazhekenov,  che interpretava l’impegnativo ruolo di Nadir, e in quello più grave di Dulat Tokanov (Zurga);   leggera, trasparente, ma anche passionale e drammatica la Leila di Venera Alpysbaeva . La direzione di Yerbolat Akhmedyarov ha saputo sempre  equilibrare le voci con le sonorità orchestrali, dando risalto ai tanti momenti lirici dell’opera, alla ricchezza dell’ orchestrazione e alle frequenti emersioni solistiche della partitura.

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