Bella edizione di Hänsel und Gretel alla Scala

L'Accademia della Scala presenta un'ottima versione dell'opera di Humperdinck

Foto Marco Brescia e Rudy Amisano
Foto Marco Brescia e Rudy Amisano
Recensione
classica
Teatro alla Scala Milano
Humperdinck
08 Settembre 2017

Davvero un bell'en plein quello messo a segno dalla Scala con Hänsel und Gretel, affidata all'orchestra e ai cantanti dell'Accademia del teatro. Un ottimo biglietto da visita. Sul podio Marc Albrecht che ha trasmesso entusiasmo all'organico in buca e ai giovani sul palco, in sintonia con l'elegante regia firmata da Sven-Eric Bechtolf e le scene da sogno di Julian Crouch. Pur con un preciso richiamo alla realtà, perché la favola è inserita in una cornice visionaria che durante l'ouverture mostra cosa sia la povertà nelle nostre periferie urbane, con la gente che dorme per strada trascinandosi appresso cartoni e pochi stracci – tema ripreso nel finale quando assieme coi bambini liberati dalla perfida strega avanza un gruppo di diseredati che reggono sulle braccia dei corpicini senza vita. Il tratto di tristezza è comunque sopraffatto dalla gioiosità di tutto lo spettacolo e dalle continue magie. Lo scatolone abbandonato tra i rifiuti dove i due piccoli vengono imprigionati all'inizio dell'opera li restituisce come cantanti protagonisti nella casa dei genitori, poi diventa la loro povera dispensa, poi il forno dove la strega cuoce i suoi orribili biscotti e dove alla fine precipiterà lei stessa. Naturalmente è il bosco ad offrire le più fantastiche apparizioni, con alberi che s'intrecciano formando una volta, uccelli giganti che fanno capolino; è il mondo dove alla sera compare il Nano sabbiolino che fa addormentare Hänsel e Gretel agitando dita di smisurata lunghezza e al mattino quello della rugiada, qui trasformato in una buffa lumaca. L'elegante ingenuità di tutto lo spettacolo non dà scampo allo spettatore, che non può far altro che diventarne complice senza opporre resistenza. Tutti bravissimi gli interpreti, voci argentine e gestualità curatissima, da segnalare naturalmente i due protagonisti, Anna-Doris Capitelli e Francesca Manzo, nonché la strega di Mareike Jankowski costretta a camminare con piedi di mostruose dimensioni, infagottata di stracci multicolori, e talvolta si diverte a sculettare birichina. Tutto questo, va purtroppo segnalato, con un buon quarto della platea vuoto. L'opera di Humperdinck evidentemente non smuove il pubblico milanese dalla sua inveterata pigrizia, ma siccome non presenta difficoltà all'ascolto forse sarebbe stato più astuto programmarla con le scuole già aperte.

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