Note di storia
Anna Maria Cecilia Sofia Kalogeropoulou nasce a New York il 2 dicembre 1923.
Suo padre, emigrato dalla Grecia, cambiò il cognome prima in Kalos e poi in Callas, dando origine a un nome destinato a diventare centrale nella storia dell’opera.
Oggi ricordiamo il compleanno di Maria Callas, il soprano che ha segnato un punto di svolta nel melodramma. Le sue interpretazioni di ruoli come Tosca e Medea hanno definito nuovi standard espressivi, grazie alla sua capacità di coniugare voce, intensità psicologica e presenza scenica.
I rari filmati che ci restano — tra cui il secondo atto di Tosca al Covent Garden — testimoniano la sua attenzione al personaggio in ogni dettaglio, anche nelle controscene, e la profondità del suo approccio interpretativo.
Maria Callas è scomparsa a Parigi il 16 settembre 1977, ma la sua eredità artistica resta viva ancora oggi attraverso incisioni che hanno segnato la storia dell'interpretazione operistica.
Un regalo dal nostro archivio: i primi dodici numeri del giornale della musica
Come primo dono del nostro Calendario dell’Avvento, condividiamo con i lettori i primi dieci numeri de il giornale della musica, pubblicati tra il 1985 e il 1986 e recuperati dal nostro archivio storico. Un’occasione per tornare alle origini della testata e rivedere come si raccontava la musica quarant’anni fa.
Riscoprire quei fascicoli significa osservare da vicino come è cambiato il mondo musicale: il ruolo degli interpreti, della critica, dei pubblici, dei festival così come il dialogo con le tecnologie e il modo stesso di scrivere di musica. Un percorso che oggi prosegue nella nuova sezione gdm 40 anni, dove proponiamo articoli di approfondimento dedicati proprio all’evoluzione musicale delle ultime quattro decadi.
Nel frattempo il giornale della musica ha continuato a trasformarsi: da rivista cartacea mensile è diventato un magazine online, raggiungendo un pubblico più ampio e raccontando la musica con la tempestività del digitale. La nostra informazione si è evoluta, mantenendo rigore e profondità ma adottando un linguaggio attuale e contemporaneo. Alla musica classica si sono affiancati jazz, pop e world, insieme a nuovi formati e nuove narrazioni — podcast, streaming e fumetti.
Questo omaggio non è soltanto un tuffo nel passato: è un invito a leggere in prospettiva chi eravamo, chi siamo diventati e come, in quarant’anni, è cambiato il modo di vivere e raccontare la musica.