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Note di storia

Ludwig van Beethoven nacque a Bonn il 16 dicembre del 1770 in una famiglia di musicisti e fu presto avviato allo studio del pianoforte dal padre, di carattere severo.

A soli 12 anni già componeva, mostrando una maturità sorprendente. Trasferitosi a Vienna nel 1792, entrò in contatto con l’élite musicale europea e fu considerato uno dei più grandi improvvisatori del suo tempo.

A partire dal 1798 iniziò a manifestare i primi segni di sordità, che lo portarono alla crisi esistenziale espressa nel Testamento di Heiligenstadt (1802).

Nonostante ciò, tra il 1803 e il 1812 completò la cosiddetta “fase eroica”, con opere come la Sinfonia n. 3 “Eroica”, il Concerto per pianoforte n. 5 “Imperatore” e la Sinfonia n. 5, caratterizzate da una tensione drammatica e da un linguaggio armonico innovativo.

Negli anni della sordità quasi totale creò lavori dalla struttura complessa e dall’espressione introspettiva, come le Sonate per piano op. 109, 110, 111 e la Sinfonia n. 9, che introduce per la prima volta il coro in una sinfonia.

La sua ricerca continua di nuove forme e la radicale libertà compositiva lo hanno reso una figura di rottura, capace di ridefinire il ruolo del compositore e l’evoluzione della musica occidentale.

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