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Note di storia

Antonio Stradivari muore il 18 dicembre 1737, era nato nel 1644. Principale esponente della liuteria cremonese, operò nel pieno della “Golden Age” della scuola iniziata da Amati.

La sua formazione probabilmente avvenne nella bottega di Nicola Amati, come suggeriscono modelli e proporzioni dei primi strumenti.

A partire dagli anni 1680 sviluppò una geometria delle casse più larga e un sistema di bombature più pronunciato, migliorando la proiezione del suono.

Il periodo 1700–1720, detto “periodo d’oro”, vede l’uso di vernici particolarmente elastiche e trasparenti che favoriscono vibrazioni regolari della tavola.

La scelta dei legni (abete della Val di Fiemme per la tavola e acero balcanico per fondo e fasce) rivela un controllo rigoroso di densità e stagionatura.

La sua produzione non si limita ai violini: realizzò viole, violoncelli, chitarre e arciliuti, molti dei quali documentano sperimentazioni strutturali.

L’influenza di Stradivari rimane determinante nella liuteria moderna, che continua a utilizzare i suoi modelli come riferimento acustico e proporzionale.

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