Wagner post industriale

Il Massimo di Palermo apre la stagione concludendo il Ring per la regia di Graham Vick

Recensione
classica
Teatro Massimo Palermo
Richard Wagner
04 Febbraio 2016
L’immagine-emblema del Crepuscolo degli dei - e forse di tutto il Ring palermitano - secondo Vick è l’ammasso di oggetti dalle scene e giornate precedenti, insieme a sacchi d’immondizia, attorno alla roulotte-Walhalla, durante la Marcia funebre di Siegfried, involto in proscenio dentro un sacco nero da obitorio: una deriva dal e del dopo-storia post-industriale, e un inappellabile fato d’estinzione decretato anche dal tradimento e dalla violenza (sull’uomo e sulla natura) aleggia sin dalla ‘conferenza stampa’ di tre Norne dinamitarde: con la loro bomba Brunnhilde farà bruciare il Walhalla, ma l’anello da restituire si perde di vista nel finale, soppiantato da una perturbante torma di kamikaze segregati col pubblico dentro la sala tagliata fuori dalla scena per mezzo di un inquietante sipario-saracinesca. Altra immagine forte, volutamente aperta (negli ultimi secondi di buio, i led rossi dei timer non cessano di mandare segnali), forse ambigua e un po’ irrazionale come varie altre del Ring di Vick, che resta comunque un’operazione di altissima qualità registica, sia nelle singole soluzioni (magistrale - e lacerante - tutto il secondo atto del Crepuscolo, in forma di evento mediatico debordante in platea, come pure il Reno di sedie in plexiglas o la caccia-scampagnata dell’uccisione di Siegfried) sia nella capacità di far recitare, in piena coerenza alla lettura di fondo, coro e cantanti. Non sarebbe pertinente quindi lodare i singoli, ma le ottime prove di Iréne Theorin, Elizabeth Blancke-Biggs e Eric Greene vanno pur riconosciute, come pur incoraggiata l’Orchestra diretta da Stefan Anton Reck, nonostante vari patemi di intonazione ed equilibrio, ed encomiati tutti i mimi (Jean Maurice Feist in testa). Accoglienza molto partecipata – e molto plaudente – al termine.

Note: Nuovo allestimento. MIMI: Grane, il cavallo di Brünnhilde: Jean Maurice Feist Il cavallo di Waltraute: Giuseppe Randazzo I corvi di Wotan: Giuseppe Claudio Insalaco, Rocco Buttiglieri Daniela Allotta, Valeria Almerighi, Valentina Apollone, Mirco Arizzi, Rocco Buttiglieri, Innocenzo Cancemi, Marco Canzoneri, Giovanni Caruso, Livia Cintioli, Marzia Coniglio, Giuseppe Conti, Enrico Costanzo, Giulia Cutrona, Gabriella D'Anci, Arianna D'Arpa, Salvatore De Franchis, Salvatore Dolce, Jean Maurice Feist, Diletta Giannola, Rossella Guarneri, Giuseppe Claudio Insalaco, Chiara Leone, Dario Leone, Marco Leone, Sergio Lo Coco, Valentina Lo Duca, Giuseppe Lo Piccolo, Alberto Maggiore, Antonio Mandalà, Oriana Martucci, Cinzia Mazzi, Luigi Salvatore Milazzo, Sergio Modica, Sabrina Pecoraro, Marzia Pellegrino, Ennio Pontorno, Giovanni Prospero, Giuseppe Randazzo, Angela Ribaudo, Sara Scarponi, Marcella Vaccarino Assistente musicale: Friedrich Suckel

Interpreti: Siegfried: Christian Voigt Gunther: Eric Greene Alberich: Sergei Leiferkus Hagen: Mats Almgren Brünnhilde: Iréne Theorin Gutrune: Elizabeth Blancke-Biggs Waltraute: Viktoria Vizin Erste Norn: Annette Jahns Zweite Norn/Wellgunde: Christine Knorren Dritte Norn/Woglinde: Stephanie Corley Flosshilde: Renée Tatum Ein Mann: Antonio Barbagallo, Gianfranco Giordano Ein anderer Mann: Carlo Morgante, Francesco Polizzi

Regia: Graham Vick. Assistenti: Lorenzo Nencini e Yamala.Das Irmici

Scene: Richard Hudson, con la collaborazione di Mauro Tinti; assistente: Giacomo Campagna

Costumi: Richard Hudson, con la collaborazione di Mauro Tinti; assistente: Elena Cicorella

Coreografo: Ron Howell (azioni mimiche)

Orchestra: Orchestra del Teatro Massimo

Direttore: Stefan Anton Reck

Coro: Coro del Teatro Massimo

Maestro Coro: Piero Monti

Luci: Giuseppe Di Iorio

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