L'eleganza di Godard

A Venezia il Bru Zane riscopre il compositore francese

Recensione
classica
Palazzetto Bru Zane Venezia
09 Aprile 2016
Il Palazzetto Bru Zane celebra nell'ultimo ciclo della stagione veneziana Benjamin Godard. I concerti dedicati a questo sconosciuto compositore di secondo Ottocento dallo stile equilibrato ed elegante si aprono con uno sguardo generoso sulla produzione vocale, tra arie d'opera e melodie. La composizione del programma si scopre non avventata, in quanto il canto nello stile di Godard, che si tratti di melodramma o di liriche cameristiche, riesce a colorirsi di atmosfere rarefatte come di mari in tempesta, di intime confessioni come di ardori appassionati, sempre in equilibrio con il pianoforte, concepito, Schubert docet, come un vero e proprio personaggio. I tre giovani e bravi interpreti scelti dal Palazzetto - il soprano Olivia Doray, il tenore Cyrille Dubois ed il pianista Tristan Raes - non possono che rendere onore alla musica di Godard, il più prolifico compositore di melodie degli anni '70 dell'Ottocento. Il suo stile ricorda Mendelsshon nella raffinatezza degli equilibri nonché nella ricchezza della scrittura piansitica, con uno sguardo a Liszt senza però avvicinarsi alle complessità armoniche wagneriane. Si riconosce l'amore per Schubert (e non solo per l'utilizzo del pianoforte, anche per la quasi citazione dell'Improvviso op. 90 n. 2 nel Valse pour piano “cromatique”), ma di lui manca quel lato cupo di una continua e dolorosa ricerca interiore. Così la “Berceuse di Jocelyn”, aria di un'opera cupa che mette in scena il sangue della Rivoluzione francese, si presenta come una dolcissima preghiera notturna; e ancora la melodia “Les larmes”, tra l'altro ultima sua composizione a poche settimane dalla morte, giunta a soli 40 anni, termina in maggiore con il pianoforte che tramuta le lacrime in una pioggerellina che regala l'arcobaleno. Pezzo forte della serata, ottenuto come bis con grande soddisfazione del pubblico, il duetto di Jeanne e Henry dall'opera Les Guelfes, un'appassionatissima dichiarazione d'amore che ha fatto vibrare tutta la Scuola Grande di San Giovanni. Il Palazzetto Bru Zane si conferma essere quel miracolo non italiano di ricerca, studio ed esecuzioni sempre eccellenti, mentre Benjamin Godard si rivela “Ô souvenir doux et charmant!”.

Interpreti: Olivia Doray, soprano; Cyrille Dubois, tenore; Tristan Raes, pianoforte

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Liegi: Favorite all'Opéra de Wallonie

classica

Roma: Herlitzka voce recitante e regista per un melologo da Lucrezio

classica

Brilla Enea Scala come Henri, nella versione francese dell'opera di Donizetti completata da Giorgio Battistelli