La solitudine di Peter

Valčhua dirige un vivido "Peter Grimes" al Teatro Comunale di Bologna

Recensione
classica
Teatro Comunale di Bologna Bologna
Benjamin Britten
18 Maggio 2017
Cesare Lievi sceglie una contestualizzazione realistica —ma non scontata — per il suo "Peter Grimes", oggi ripreso nel teatro felsineo: scene, costumi e luci concorrono con il loro cupo grigiore a richiamare quel freddo che entra nelle ossa, quell'immobilità dei luoghi chiusi in sé stessi, il cui isolamento ne irrigidisce le consuetudini e le regole collettive. Mosca bianca è Grimes (Ian Storey), sanguigno nei suoi slanci d'orgoglio, meno convincente nei momenti più intimistici. Charlotte-Anne Shipley, dolce Ellen, tratteggia con voce brillante l'impotenza di chi, nelle buone intenzioni, è solo o quasi; espressiva nella recitazione e nelle inflessioni della linea melodica, commuove (soprattutto a inizio atto secondo). Le quattro case del borgo — il legno chiaro scorticato dal mare — si stringono intorno alla vicenda come si stringe ed espande la morsa dei paesani intorno a Grimes: essi vivono e respirano complici, come un organismo che trae la propria forza dalla compattezza del tutto. È un'impressione data molto bene, non solo visivamente — il lavoro sul movimento delle masse è pregevole — ma anche e soprattutto nella resa musicale, enfatica nell'estrema esasperazione delle dinamiche. Dalla massa emergono numerosi singoli, ognuno con una propria specificità, i quali, pur determinanti nel direzionare il pensiero comune, paiono tutti però sopraffatti dall'imprevedibilità dell'elemento naturale marino. Il mare, costantemente evocato scenicamente, è anche presenza costante nel ribollire di ogni gesto musicale in partitura: è proprio la tempesta (a sipario chiuso) ad essere uno dei momenti più intensi dell'attuale allestimento. Conquista il cuore la direzione di Valčhua: salda, vivida, sottile nel cesello è il solido fondamento dell'intera produzione.

Interpreti: PETER GRIMES: Ian Storey; BOY: Carlo Alberto Brunelli/Leonardo Careddu; ELLEN ORFORD: Charlotte-Anne Shipley; CAPTAIN BALSTRODE: Mark S. Doss; AUNTIE:Gabriella Sborgi; FIRST NIECE: Chiara Notarnicola; SECONDO NIECE: Sandra Pastrana; BOB BOLES: Paolo Antognetti; SWALLOW: John Molloy; MRS. SEDLEY: Kamelia Kader; REV. HORACE ADAMS: Saverio Bambi; NED KEENE: Maurizio Leoni;HOBSON: Luca Gallo; DR. CRABBE: Amos Colzani.

Regia: Cesare Lievi

Scene: Csaba Antal

Costumi: Marina Luxardo

Orchestra: Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Direttore: Juraj Valčhua

Coro: Coro del Teatro Comunale di Bologna

Maestro Coro: Andrea Faidutti

Luci: Luigi Saccomandi

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Liegi: la Favorite in versione francese all'Opéra de Wallonie (ma cantano gli italiani)

classica

Roma: Herlitzka voce recitante e regista per un melologo da Lucrezio

classica

Brilla Enea Scala come Henri, nella versione francese dell'opera di Donizetti completata da Giorgio Battistelli