A Gand torna le Duc d’Albe

Brilla Enea Scala come Henri, nella versione francese dell'opera di Donizetti completata da Giorgio Battistelli

Duc D'albe, Opera Vlaanderen di Gand
Foto di Annemie Augustijns
Recensione
classica
Opera Vlaanderen di Gand
Le Duc D’Albe
17 Novembre 2017

Il giovane tenore siciliano Enea Scala ha brillato come Henri de Bruges nella riproposizione di Le Duc D’Albe di Donizetti, versione francese completata da Giorgio Battistelli nel 2012 per la stessa Opera Vlaanderen di Anversa-Gand che adesso l’ha rimessa in scena, con un successo che conferma la validità complessiva dell’allestimento firmato Carlos Wagner sia da un punto di vista musicale che scenico. Scala ha conquistato subito la sala e strappato applausi ben supplendo con le sue capacità interpretative là dove la tessitura della sua voce è meno piena e liricamente drammatica. Tenore di grazia e d’agilità, con una ben lavorata pronuncia francese, ha incantato per musicalità e sensibilità nel rendere il personaggio, sopratutto nei passaggi più intimi, davvero toccante la sua “Ange de cieux”, doti che in Belgio appena qualche settimana fa lo avevano già fatto notare al Bozar di Bruxelles nei panni di Agirio in un riuscitissimo Tancredi di Rossini in forma di concerto.

Di buon livello anche il resto del cast, sopratutto il baritono turco Kartal Karagedlik che riesce a dare spessore e tenera umanità al suo Duc D’Albe, malgrado sia ricoperto di tatuaggi e carico di orecchini e gioielli; invece il soprano polacco Ania Jeruc è una Hélène d’Egmont fisicamente aderente al ruolo ma fin troppo impetuosa, dalla voce a tratti un po’ spiacevolmente stridula nelle note più alte. Un’ottima prova anche per il coro, che rende con pathos e misura i bei momenti d’insieme previsti dalla partitura, e per l’orchestra dell’Opera di Anversa-Gand che sotto la direzione di Andriy Yurkevich riesce a rendere in modo fluido e assai piacevole i passaggi dalle frasi musicali ottocentesche di Donizetti a quelle chiaramente novecentesche, con inserizioni d’atonalità, di Battistelli che ha ricucito e portato a termine l’opera con un davvero intelligente lavoro di completamento, dove le aggiunte sono chiaramente percepibili ma perfettamente armonizzate al resto e contribuiscono a rendere, in perfetto connubio con l’ambientazione attualizzata, questa versione del Duc d’Albe davvero interessante e moderna. 

Foto di Annemie Augustijns

 

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