Convince il Brahms di Alpesh Chauhan

All’Auditorium Paganini di Parma la Prima e le Terza Sinfonia per il concerto commemorativo della morte di Toscanini

Parma, Auditorium Niccolò Paganini, Parma, Auditorium Niccolò Paganini
Foto di Luca Trascinelli
Recensione
classica
Parma, Auditorium Niccolò Paganini
Alpesh Chauhan – Filarmonica Arturo Toscanini
16 Gennaio 2018

Alpesh Chauhan dallo scorso mese di settembre ricopre ufficialmente la carica di direttore principale della Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, alla guida della quale lo abbiamo seguito ieri sera in occasione del concerto commemorativo della morte del grande direttore d’orchestra che regala il nome a questa formazione.

Il programma offriva le Sinfonie n. 1 e 3 di Brahms, nel quadro di un integrale delle pagine sinfoniche del compositore di Amburgo che il giovane direttore ha completato in questi giorni in una serie di concerti ospitati all’Auditorium Paganini della città emiliana.

Avevamo già conosciuto Chauhan, sempre a capo di questa compagine, nell’aprile dello scorso anno alle prese con un repertorio che mischiava pagine di Stravinskij e di Mozart e ora, alle prese con le pagine brahmsiane, la personale vivacità interpretativa registrata in quell’occasione ha offerto un ampliamento di prospettiva dovuto al palese lavoro di scavo – sulla partitura da un lato e sugli equilibri strumentali dall’altro – che questo direttore ha svolto con la “sua” orchestra.

A partire dalla Terza Sinfonia, prima opera eseguita della serata, abbiamo potuto apprezzare l’efficacia di una lettura che ha saputo restituire gli intensi equilibri espressivi di una pagina intrisa di spinte emotive contrapposte tra scarti drammatici e tensioni liriche, facendo contestualmente emergere sia gli accurati bilanciamenti timbrici che hanno caratterizzato il primo e secondo movimento, sia la malinconica freschezza con la quale è stato disegnato il tema che apre il celebre Poco Allegretto. Un carattere, questo, che si è poi rappreso nel denso dinamismo dell’Allegro finale, condotto attraverso il groviglio tematico che lo caratterizza con una morbidezza che, lungi dall’allentare la tensione espressiva, ne valorizzava le preziose sfaccettature.

Una lettura più misurata è apparsa invece quella della Prima Sinfonia, il cui clima è stato tratteggiato dal direttore di Birmingham con un’attenzione rivolta soprattutto alla forma strutturale attraverso un impasto strumentale molto controllato, nel quale le dinamiche plasmate dall’eloquente gestualità di Chauhan hanno delineato un tracciato esecutivo coerente da un movimento all’altro, per crescere in intensità arrivando al caratteristico “pizzicato” e, successivamente, alla parte conclusiva del Finale.

Convinti e meritati gli applausi finali rivolti al direttore e alla compagine orchestrale.

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