Ottavio Garaventa (1934-2014)

La scomparsa del tenore

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E' morto il 18 marzo nella sua casa di Savignone in provincia di Genova, il tenore Ottavio Garaventa. Aveva da poco compiuto 80 anni, ma né l'età né il male incurabile ne avevano affievolito l'entusiasmo e la voglia di dedicarsi all'arte. Una carriera, la sua, di oltre cinquant'anni con più di 110 opere all'attivo. Garaventa aveva studiato con la zia, il soprano Rosetta Noli, e aveva debuttato vincendo il concorso Aslico come baritono. Poi si era reso conto che la sua voce tendeva a un registro tenorile e aveva avuto il coraggio e la forza per rimettersi in discussione, riprendendo lo studio e cambiando repertorio. Una sua grande soddisfazione fu la nuova vittoria al Concorso Aslico come tenore. Affermazione che gli spalancò le porte a una carriera internazionale accanto ai maggiori interpreti del suo tempo. Nel suo repertorio, naturalmente, dominava Verdi, ma c'era anche molto Donizetti con qualche escursione nel verismo. Uomo sanguigno, vigoroso e sincero, diceva di avere tre amori: la musica, la famiglia e la pittura. Quest'ultima, coltivata fra un viaggio e l'altro tutta la vita, era tornata al centro dei suoi interessi artistici in tempi recenti, tanto da indurlo a organizzare delle mostre: chine, olii, acquarelli, in uno stile informale, con colori spesso violenti e forme squadrate, ruvide. "La pittura - aveva detto - mi rilassa. Ascolto Rossini, Verdi, Beethoven e disegno di getto quel che sento".
Roberto Iovino

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