L'erotismo di Giuditta

In cd "Judith" di Vittorio Gnecchi

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L'Associazione Musicale intitolata a Vittorio Gnecchi Rusconi (1876-1954) ha pubblicato una preziosa registrazione dei primi due atti di Judith, risalente al Festival di Salisburgo 1953 (protagonista Ilona Steingruber, la prima Lulu discografica, con Paul Walter sul podio). La monumentale opera, la cui partitura è stata recentemente "restaurata" dal maestro Marco Iannelli, ha alle spalle una storia tormentata. Illica, che aveva già collaborato col compositore milanese per Cassandra (diretta da Toscanini a Bologna nel 1904), si presentò a Gnecchi nel 1918 con un enorme faldone, più che un libretto era quasi una sceneggiatura, spiegandogli che la storia di Giuditta e Oloferne avrebbe potuto diventare uno straordinario soggetto d'opera. Cosa che avvenne, anche se Illica morì l'anno dopo; ma Judith pur se iniziata subito vide la luce solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Anche per via dei sospetti dimostrati dalla nomenklatura fascista nei confronti del compositore, che si occupava di un'eroina ebrea. Judith ha una scrittura meno ardita di Cassandra (le cui consonanze con Elektra di Strauss, di cinque anni più tarda, fanno immaginare che il compositore tedesco ne conoscesse la partitura), ma è opera d'impianto grandioso ed è carica di erotismo, legato all'ambiguo rapporto fra la protagonista e la sua vittima Oloferne. Terzo incomodo nella torbida storia d'amore è Gioele, innamorato di Giuditta e rifiutato, che guida le armate ebree contro gli Assiri e troverà la morte. Illica e Gnecchi hanno previsto, specie nel primo atto, vere e proprie battaglie in scena.

Stefano Jacini

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