Falso d'autore in Festival

Dal 1° settembre al Festival Pergolesi Spontini di Jesi

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L’appuntamento inaugurale del Festival Pergolesi Spontini 2017, dedicato al “Falso d’autore”, dal 1° al 17 settembre a Jesi e nelle cittadine limitrofe, introduce senza indugi nella cifra caratterizzante della manifestazione: quella delle diverse fisionomie che l’oggetto sonoro può assumere e delle cangianti angolazioni dalle quali può essere recepito. L’esecuzione dello Stabat Mater di Pergolesi sarà infatti subito seguita da una sua rilettura in chiave jazz; la strada della fantasia sfocerà infine nella stessa serata con Jazzin’ around baroque, una session senza barriere spazio-temporali.

Come nasce l’idea di intitolare un festival ai vari tipi di “falsificazioni” in musica?

“E’ lo stesso Pergolesi che ci autorizza a farlo –spiega il direttore artistico Vincenzo De Vivo- Nei secoli le sue opere, dai trenta titoli certi, si sono moltiplicate fino a più di duecento numeri d’opus. Dopo la morte diventò subito un mito e gli editori del nord Europa compresero che attribuirgli delle nuove opere sarebbe stata garanzia di successo editoriale”.

Sul tema del “falso” convergono operazioni creative diverse, tutte accomunate dalla rielaborazione di materiali preesistenti…

“Il concerto dedicato a Bach/Pergolesi con l’ensemble Le Banquet Céleste propone la cantata Tilge, Höchster, meine Sünden, che adatta un testo tedesco allo Stabat Mater pergolesiano; l’ensemble Odhecaton invece eseguirà musiche sacre dei grandi polifonisti Dufay e Ockeghem che utilizzano come cantus firmus il gettonatissimo tema della canzone profana L’homme armé. Tutto dedicato alle false attribuzioni, trascrizioni, riscritture vivaldiane è il concerto dell’Accademia Hermans, mentre l’ensemble La Stagione Armonica intitola il proprio concerto ai Contrafacta, con musiche sacre e travestimenti spirituali di madrigali profani di Monteverdi. Gli appuntamenti finali del 17 settembre propongono una Messa di Carissimi, in cui il compositore utilizzò come cantus firmus uno dei suoi madrigali più celebri, “Sciolto havean”, e il concerto “Autenticamente falso”, con musiche attribuite a Pergolesi, Caccini, Stradella, Donizetti, ma realizzate da abili compositori del XIX e XX secolo”.

Ai falsi musicali si aggiungono anche i falsi letterari.

“Il festival presenta anche celebri falsi letterari, in appuntamenti intitolati “falsi da leggere”, che prevedono tutti la mise en espace di Giovanni Sinopoli: sono letture teatralizzate, corredate di interventi musicali che possono contraddire o accompagnare a seconda dei casi i testi. Le musiche Klezmer ad esempio si pongono “contro” la lettura dei Protocolli dei savi di Sion, documento pubblicato in Russia all’inizio del Novecento che servì a fomentare l’odio contro gli ebrei, attribuendo loro un complotto per conquistare il mondo. La musica accompagna invece i lieder di Schubert sugli Ossian Poems, scritti in realtà da James Macpherson e attribuiti al bardo scozzese Ossian, interpretati in questo concerto da Marcello Nardis, tenore e pianista. Tra gli altri celebri “falsi da leggere” anche le Chansons de Bilitis musicate da Debussy, su testi di Pierre Louÿs, che dichiarò falsamente di averli tradotti dal greco, attribuendoli alla poetessa Bilitis; e il Constitutum Constantini, il documento apocrifo della donazione di Costantino sulla quale i papi fondavano il proprio potere temporale, letto accanto a musiche dei secoli XIII-XVI eseguite dall’ensemble Odhecaton”.

Ci sarà poi una falsa biografia.

“L’opera in un atto Il colore del sole, in prima esecuzione assoluta, liberamente tratta dal romanzo omonimo di Andrea Camilleri, racconta le peripezie vissute in Sicilia dall’autore in occasione del ritrovamento del diario di Caravaggio. Naturalmente si tratta ancora una volta di un falso, di una pura invenzione letteraria! Alla pièce si aggiunge una videointervista a Camilleri di Ugo Gregoretti. La musica di Lucio Gregoretti prevede otto cantanti divisi in due cori e otto strumentisti e guarda alla polifonia rinascimentale con lo stesso atteggiamento con cui Camilleri inventa la lingua del diario di Caravaggio. L’allestimento curato da Cristian Taraborrelli è una nuova produzione del Fondazione Pergolesi Spontini, in coproduzione con il Teatro Pavarotti di Modena. Mi accorgo che, persino per le false biografie, il modello è sempre Pergolesi, oggetto, per tre secoli, di improbabili biografie immaginarie!” .

Lucia Fava

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