Dorny non andrà a Dresda

Il Ministro per le Arti della Sassonia ha rescisso il contratto

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Serge Dorny non diventerà direttore generale (Intendant) della Semperoper di Dresda dal prossimo primo settembre: il 21 febbraio Sabine von Schorlemer, Ministro per le Arti della Sassonia, ha annunciato l'interruzione del rapporto tra Dorny (che aveva firmato un contratto nel settembre 2013 e aveva già iniziato a lavorare a Dresda in questi mesi pur rimandendo sovrintendente a Lyon) e il teatro di Dresda. In un comunicato il Ministro Schorlemer sottolinea che «le qualità artistiche di Serge Dorny sono indiscutibili» ma che «in questi mesi non è stato capace di stabilire un clima di fruttuosa collaborazione e di fiducia con il personale dell'Opera, sia in campo artistico che in ambito amministrativo. In brevissimo tempo si è dissipata la fiducia che esisteva. Con nostra grande delusione non ha soddisfatto le aspettative che abbiamo riposto in lui. Al fine di evitare potenziali danni al Teatro dell'Opera in Germania e all'estero, non vediamo altra alternativa se non di concludere immediatamente il contratto». Dorny da Lyon, proprio il giorno del debutto di Le Comte Ory, dichiara: «Dall'estate scorsa avevo chiesto al Ministro di conoscere il mio campo d'azione, il perimetro delle mie competenze e il potere all'interno della Semperoper, dell'Intendant e del direttore principale Christian Thielemann. Solo dopo la mia nomina, e lavorando concretamente alla prossima stagione, ho scoperto che certi poteri essenziali per la buona riuscita della missione dell'Intendant, definiti dallo statuto, erano stati delegati al direttore principale e che, per conseguenza, l'Intendant e il direttore principale avevono lo stesso potere su certi argomenti e ciò poteva portare a una paralisi dell'azione». Amareggiato Dorny prosegue: «Da novembre avevo chiesto un incontro al Ministro che non ha mai voluto ricevermi, così tramite il mio avvocato ho dato un ultimatum: che mi rispondesse entro il 21 febbraio e la risposta è arrivata. Mi sento tradito dal Ministro che ha mancato di onestà nei miei confronti. Io non voglio tradire le mie condizioni di lavoro e la mia professionalità, io mi riconosco nel lavoro che faccio. Se mi avessero detto la verità prima non sarei andato a Dresda».

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