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Chailly per Milano

di Stefano Jacini
A giugno Chailly si è impegnato in un tour de force non da poco, un concerto per la stagione sinfonica del teatro replicato tre volte, più il tradizionale exploit in Piazza Duomo sempre con la Filarmonica. E per strana coincidenza entrambi i programmi hanno offerto un concerto per violino in re maggiore, Brahms e Čaikovskij.

Al Piermarini Anne-Sophie Mutter (reduce delle serata berlinese del 27 maggio per festeggiare i suoi 40 anni di collaborazione coi Berliner) ha eseguito magistralmente il capolavoro di Brahms con estrema eleganza e autorevolezza, anche se avrebbe forse meritato maggiore elasticità da parte dell'organico. Comunque ottima l'esecuzione, con l'unico neo dell'acustica della sala del Piermarini perché lo Stradivari di Mutter, che ha un suono d'incantevole chiarezza ma esile, risultava talvolta poco udibile quando la solista si voltava verso gli archi alle sue spalle. Nella seconda parte del programma la Quarta di Brahms, un invito a nozze per Chailly che può vantare una lunghissima e approfondita frequentazione della partitura specie con le sue storiche orchestre, dal Concergebouw di Amsterdam al Gewandhaus di Lipsia. E il maestro non si è smentito nell'offrire sempre la massima chiarezza delle voci anche nei momenti di maggiore complessità. In alcuni passaggi sono affiorati dal profondo accenti che solitamente non si è soliti percepire.

Tutt'altra musica in Piazza del Duomo e tutt'altro metro di giudizio, perché si tratta di una festa cittadina per celebrare il piacere di condividere l'ascolto, insieme coi suoni della città. Nella prima parte il concerto di Čaikovskij è stato affidato a Nikolaj Znaider, solista di grandissima classe, e al suo Guarnieri del Gesù che, avendo tuttavia un microfono a contatto per motivi di amplificazione in piazza e di diretta su Rai5, ha raggiuto talvolta volumi di suono pari all'intera orchestra, anch'essa preda degli altoparlanti. Il risultato a ogni modo è stato più che convincente, tanto da strappare un applauso-boato dopo il primo tempo (segnale di potenziali nuovi ascoltatori) e al termine costringere Znaider a un bis. Un breve fuoco d'artificio di Fritz Kreisler, che tra l'altro era il proprietario storico del Guarnieri, davvero un omaggio affettuoso all'eccelso violinista.

La seconda parte è stata invece dedicata a Nino Rota (il bis del concerto 2016 in piazza Duomo poteva farlo prevedere) coi brani scritti per Otto e mezzo e Amarcord di Fellini e in chiusura I pini di Roma di Respighi (compresi gli uccellini del Gianicolo). Tutte composizioni evocatrici d'immagini, cinematografiche e oleografiche, che non hanno mancato di scatenare l'entusiasmo. A sorpresa Chailly ha proposto come bis il "Mambo" di West Side Story, trascinando tutti gli orchestrali in una sorta di gioiosa trasgressività.

12 giugno, 2017 - 10:41
di Stefano Nardelli

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