Cadenza di stelle

Una commedia rock: il secondo atto di Endkadenz dei Verdena

Articolo
pop

Verdena
Endkadenz Vol. 2
Universal

Si tratta nominalmente del secondo atto dell'imponente opera concepita e realizzata dalla band bergamasca, benché in effetti - a detta dei suoi artefici - essa vada considerata in termini d'impresa unitaria, parcellizzata dall'editore discografico in sezioni equivalenti - 13 brani ognuna - ma distinte per esigenze mercantili. All'ascolto Endkadenz Vol. 2 si manifesta come un gemello più cupo e introverso del predecessore, con una presenza minore del pianoforte - che illuminava e alleggeriva il primo volume - e un accento viceversa maggiore sui suoni della chitarra elettrica (Qui l'intervista ai Verdena, in occasione dell'uscita della prima parte del disco).

Rimane ferma al centro della scena un'idea di "rock" che non ha uguali in Italia: ampia, visionaria ed eclettica, al punto di aprirsi al reggae, nell'andamento di "Un blu sincero", e addirittura - in chiusura - a un ritmo in tre quarti annunciato dal titolo -"Waltz del bounty" - che intesta il brano. I pezzi forti - in questo caso "Dymo" e "Lady Hollywood" - sono quelli in cui brilla l'innato lirismo pop che sembra possa liberare la musica dei Verdena dalla forza di gravità, palpabile invece in tutta la sua greve densità nell'assalto a testa bassa di "Fuoco amico I" e "Caleido". E poi, a speziare il menu, troviamo percussioni freakettone ("Identikit"), farneticazioni psichedeliche (la coda della seconda parte di "Fuoco amico") e persino un pizzico di humour (il funereo strumentale chiamato "Natale con Ozzy", che immaginiamo sia l'Osbourne dei Black Sabbath). Una combinazione di elementi che riafferma la preziosa e fiera diversità dei Verdena.



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