n. 75


Dago Red
Feel like... goin' on
di Guido Festinese

"Non è Mississippi, è blues'n'roots dall'Abruzzo: la tradizione da cui trarre ispirazione è una scelta, un'opportunità. Se diventa costrizione o addirittura prescrizione autoritaria non si sa dove può finire": questa frase introduceva il traditional Railroad Song su Tribù Italiche Abruzzo, un paio d'anni fa. Non ci siamo pentiti della scelta, una blues band abruzzese nella nostra consueta "indagine sul territorio" con il nome preso a prestito, con molta autoironia, dallo scrittore italoamericano John Fante.
Com'è nata l'idea di questo disco?
Stavamo lavorando ad una monografia dedicata a Robert Johnson, poi ci siamo accorti che stava venendo fuori qualcosa di macchinoso. Così durante le sedute di registrazione abbiamo sciolto le briglie e suonato in modo libero i pezzi che sentivamo di suonare in quel momento, cercando di recuperare la naturalezza che, nel bene e nel male, ci ha sempre caratterizzato. Riascoltando le tracce a distanza di qualche giorno ci sono sembrate tutte collegate, la percezione comune di un'istantanea che rendeva benissimo quel momento.
Come lo avete registrato, qual è la strumentazione che avete usato e quella che usate dal vivo?
È stato registrato in una stanza dell'ex convento di S. Chiara messaci a disposizione dal Comune di Guardiagrele (CH), che ha voluto anche patrocinare il progetto - grazie al Sindaco, prof. Mario Palmerio, che ha sempre sostenuto il nostro lavoro. Abbiamo suonato live microfonando semplicemente gli strumenti, con il registratore multitraccia, aggiungendo poi solo i cori e la "pialla elettrica". Mixaggio al Miciomaos studio di Palena (CH) con Domenico Pulsinelli e con Antonio Di Donato, che consideriamo a tutti gli effetti dei Dago Red. Gli strumenti usati sono gli stessi che suoniamo da sempre: chitarre Larriveè, Seagull, chitarra resofonica Amistar, armoniche Hohner e contrabbassi Oski. Dal vivo usiamo anche preamplificatori B-Band.
Alcuni cenni "storici" sul blues revival in Abruzzo. È un fatto generazionale, il vostro?
C'è sempre stata una passione per il blues in Abruzzo. Ci sono amanti di tutte le età, persone che da sempre si ritrovano. Per quello che abbiamo vissuto direttamente, invece, verso la fine degli anni '90 c'è stato un vero e proprio blues revival testimoniato dal proliferare di locali e rassegne che hanno dato una notevole visibilità a gruppi come Groove Time Blues Band, Trio di Luca Mongia, Alex Watanna and the Big Fat Balls, Red Wine and Trouble, Noblesse Oblige, per citarne alcuni. Tutti, noi compresi, abbiamo avuto come home base la Murphy's Blues House di Silvi Marina (TE).
Come vi siete ritrovati assieme?
Un incontro per fato nel '97 durante una serata musicale, eravamo tutti tornati in Abruzzo da esperienze di vita diverse e parlando abbiamo scoperto che eravamo alla ricerca di una musica che ci avrebbe permesso di esprimerci fino a 90 anni. Conclusione unanime: il blues acustico. Abbiamo iniziato in tre: Marco si era fatto le ossa nella metropolitana di Londra come busker, Nicola si era appena fatto fare un bigliettino da visita che diceva: Avvocato Nicola Palanza: chitarrista. Collaborano con noi Fausto Troilo alle percussioni, Paolo Citrulli, Renato Gattone e Pietro Ciancaglini al contrabbasso, Luigi Desiderio Rossi agli arrangiamenti e Nicola Alfieri alla chitarra resofonica.
La "coolness", il modo rilassato e profondo di porgere i brani è un tratto stilistico più che evidente. Un risultato cercato?
In generale è una caratteristica del nostro modo di essere, la voglia innata che abbiamo di viverci fino in fondo le poche note che suoniamo e la storia da raccontare. Altre volte è il frutto di una ricerca vera e propria.
Ci sono anche tratti vicini all'eleganza asciutta, un po' austera di certo folk blues revival inglese. In particolare alcune interpretazioni di John Renbourn. È parte dei vostri ascolti?
Esattamente: pur avendo preferenze personali molto diverse il folk blues revival inglese è il nostro vero background di ascolto comune, grazie al quale riusciamo a trovare comunque un'intesa.
Un ricordo importante di una esibizione live, a cui tenete in modo particolare. Quando all'Europa Blues Festival a Nantes, siamo riusciti a suonare There Was A Time di Blind Gary Davis davanti a un migliaio di persone ad un volume bassissimo, quasi acustici, con il pubblico che sembrava non volersi far scappare nemmeno una vibrazione.
Siete anche vicini al fumetto, con diverse iniziative in tal senso. Sono "arti popolari" coeve.
In effetti abbiamo curato alcuni progetti con la Scuola del Fumetto di Pescara: il video di Steady Rollin' Man è opera loro; Peppe Barbati ci ha disegnato la copertina del primo CD; con lui e Alba Di Ferdinando, direttrice della scuola, abbiamo pensato di dar vita a una performance in cui interagissero blues e fumetto: Tratti di Blues. Da una parte il blues che è un modo di portarsi addosso la vita, dall'altra il fumetto che è immagine, ma è anche odore della carta, sapore della china, tratti che si modulano sulla musica. L'unione di queste due forme d'arte ci ha permesso di creare un "luogo-non luogo" ideale in cui dar forma alle emozioni.
E la scelta acustica?
Considerato che suoniamo spesso senza percussioni, gli strumenti acustici devono avere una spiccata dimensione ritmica, il contrabbasso ci è sembrato lo strumento ideale per le sue caratteristiche di profondità sonora e percussività. La vera dimensione acustica è quella dello studio o di casa e non quella del palco che sarebbe più giusto definire elettroacustica. Non siamo tecnofobici, dietro il nostro suono c'è una ricerca per restituire su CD il suono reale dei nostri strumenti.
Cinque dischi di blues storico consigliati da DagoRed ad un giovanissimo che crede che il blues sia Zucchero.
La ricetta per un buon blues: una dose di storie d'amore andate male, calci dalla vita a volontà, voglia di ricominciare quanto basta, un pizzico di menefreghismo, niente Zucchero. I "nostri" dischi: Robert Johnson, Complete Recordings, Muddy Waters, Hard again, J.B. Lenoir, Alabama blues, Blind Gary Davis, Harlem street singe', Willie Dixon Hidden charms.
LA TRACKLIST

  Lord I feel...
  Here am I... Lord Send Me
  Burgeois Blues
  Bo Weavil
  Sittin' in Heaven'
  Kansas City Blues
  Another Man
  There Was a Time
  Key to the Highway
  Walk On
  Bonus track: Rollin' night and Day


© 2009 EDT Srl - Via Pianezza, 17 - 10149 Torino - Partita IVA 01574730014