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Rossini nella galleria d'arte

Il viaggio a Reims
dramma giocoso in 1 atto
di Gioachino Rossini

Ricordi
Libretto di Luigi Balocchi tratto in parte dal romanzo di Mme De Staël "Corinne, ou l'Italie"
Prima rappresentazione: Parigi, Théâtre des Italiens
organizzatore
Teatro dell'Opera di Roma

comune
Roma

regione
Lazio

nazione
Italia


All'Opera di Roma l'allestimento del Viaggio a Reims firmato da Michieletto

A due anni e mezzo dal debutto ad Amsterdam Il Viaggio a Reims di Damiano Michieletto è già uno spettacolo che ha lasciato il segno nella storia della rinascita di quest'opera perduta per centosessant'anni e riscoperta da trenta. Nei suoi altri Rossini il regista veneziano aveva reinventato completamente la storia, con esiti talvolta discutibili; qui invece ha fatto qualcosa di sottilmente diverso, inventando una storia dal nulla, perché l'argomento di questa cantata scenica è una lunga attesa, senza che succeda mai qualcosa. L'albergo il Giglio d'oro è trasformato da Michieletto in una galleria d'arte moderna e l'albergatrice Madama Cortese ne diventa la direttrice, che sovrintende all'allestimento d'una mostra. In molti numeri musicali la regia nemmeno cerca una qualunque corrispondenza tra il libretto di Luigi Balocchi e ciò che succede in scena, ma tutto funziona perfettamente, anzi genialmente, perché Michieletto, sfruttando il rapporto sghembo della musica di Rossini con le parole, ne coglie il ritmo e il carattere, sciogliendola dal legame spicciolo con i fatti che avvengono in scena. La regia raggiunge talvolta l'assurdo, come quando i personaggi dei quadri appesi alle pareti della galleria - un Velasquez, un Goya, un van Gogh, un Picasso, un Magritte, un Botero, un Haring - escono dalle cornici per mescolarsi ai personaggi reali: surreale e magico. Paradossalmente va un po' meno bene proprio quando Michieletto si ricorda di dare uno sguardo al libretto e cerca di adeguarvisi, come nei bisticci amorosi del duetto Corinna-Cavalier Belfiore, che sono misera cosa e banale, mentre la musica di Rossini vola molto più alto. Nella seconda parte di questo atto unico di lunghezza wagneriana, il quadro (è proprio il caso di dirlo) cambia totalmente e sembra che inizi un'altra opera. Il palcoscenico è ora interamente occupato da una grande cornice dorata, vuota al suo interno, in cui i vari personaggi dell'opera prendono lentamente posto, ricreando - come in un tableau vivant - il quadro celebrativo che raffigura l'incoronazione di Carlo X nella cattedrale di Reims: un coup de théâtre e anche un colpo di genio, perché rende magico e suggestivo perfino l'elogio cortigiano al nuovo re con cui si conclude l'opera.
Se c'è un difetto è che i numerosi personaggi, alcuni dei quali sono già piuttosto evanescenti, perdono ogni carattere e diventano ancora più sciapi. Comunque i cantanti, per lo più giovani, assolvono benissimo il loro dovere di assumere parti pensate per le più grandi voci di quell'epoca d'ora del bel canto. Non a caso però i più applauditi sono i due più esperti, Bruno De Simone e Nicol Ulivieri, che sanno come aggiungere un po' di sale ai loro personaggi. Anche Anna Goryachova dimostra una buona dose di carattere e lo stesso può dirsi di Francesca Dotto, nel suo caso più per quanto riguarda la recitazione che il canto. Di classe le prestazioni di Maria Grazia Schiavo e Adrian Sâmpetrean. Mariangela Sicilia è incantevole anche in un personaggio alquanto pallido come Corinna. Gradevole il tenorino Juan Francisco Gatell, mentre Simone Del Savio non è sembrato adatto a Don Alvaro. Un elogio complessivo ai numerosi interpreti dei ruoli minori, tutti realizzati benissimo. La direzione di Stefano Montanari si è apprezzata la puntigliosa precisione, meno l'oscillazione tra tempi velocissimi e lentissimi, che strattonavano la musica e non mettevano sempre a loro agio i cantanti.
Pubblico entusiasta.

Mauro Mariani


data prima
18 Giugno 2017

scheda cast
Corinna, Mariangela Sicilia/Adriana Ferfecka; Melibea, Anna Goryachova/Cecilia Molinari; Contessa di Folleville, Maria Grazia Schiavo/Maria Aleida; Madama Cortese, Francesca Dotto/Valentina Varriale; Belfiore, Juan Francisco Gatell/Filippo Adami; Libenskof, Merto Sungu/Pietro Adaini; Sidney, Adrian Sampetrean; Don Frofondo, Nicola Ulivieri; Trombonok, Bruno De Simone; Don Alvaro; Simone Del Savio; Prudenzio, Vincenzo Nizzardo; Luigino, Enrico Iviglia; Delia, Caterina Di Tonno; Maddalena, Gaia Petrone; Modestina, Erika Beretti; Zefirino/Gelsomini, Christian Collia; Antonio, Davide Giangregorio

regia
Damiano Michieletto

scene
Paolo Fantin

costumi
Carla Teti

orchestra
Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma

direttore
Stefano Montanari

coro
Coro del Teatro dell'Opera di Roma

maestro coro
Roberto Gabbiani

luci
Alessandro Carletti

note
La recita del 22 giugno sarà trasmessa in diretta da Rai Radio3 alle 20,00 e in differita da Rai5 alle 21.15



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