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Il paradiso orientale di Schumann

Il Paradiso e la Peri


organizzatore
Accademia Nazionale di Santa Cecilia

comune
Roma

regione
Lazio

nazione
Italia

telefono
063611064


Roma: il viaggio della Peri secondo Gatti

Il caso ha voluto che a Roma fosse possibile ascoltare a un giorno di distanza due bellissimi concerti dedicati alla musica vocale di Schumann, un mondo di straordinaria pregnanza poetica e musicale, che le istituzioni musicali italiane tendono a trascurare. All'Accademia Filarmonica una serata liederistica con Angelika Kirchschlager, all'Accademia di Santa Cecilia l'oratorio profano "Il Paradiso e la Peri". Il soggetto orientaleggiante - la Peri, cacciata dal paradiso, potrà esservi riammessa solo se tornerà portando "il dono più amato dal cielo" - potrebbe sembrare una scelta eccentrica, ma nella musica e ancor più nella poesia del tempo non mancano gli esempi di questo gusto per l'esotismo, in cui l'oriente non ha nulla di reale ma è un luogo appartato dell'anima romantica, che nella prosaica realtà quotidiana si sente soffocare, mentre respira e si espande nell'aura rarefatta dell'oriente e in quella sua luce irreale, preziosa come quella rifratta da una gemma. Quel che più colpisce nella musica con cui Schumann narra la vicenda della Peri è proprio questa luminosità soffusa e indiretta, che immerge le cose e le anime in una tinta delicata, le smaterializza, le fa vibrare di sottili fremiti: questa luce è l'orchestra, che ignora il virtuosismo e i colori sgargianti di Berlioz e potrebbe perfino apparire uniforme ad un ascolto superficiale, ma invece, pur all'interno di un colore di fondo volutamente costante, ottiene gradazioni e screziature raffinate e delicatissime. Discreta ma onnipresente quest'orchestra sorregge le voci, che, assolutamente aliene da ogni contaminazione operistica, sono trattate con la mano e il cuore del liederista, che sa valorizzare non solo ogni sfumatura del testo ma anche quello che è sotto il testo. In oltre un'ora e mezza Schumann rinuncia soltanto per pochi minuti a questo tono unitario, per inserire gli accenti più marcati di un coro di guerrieri o la sensualità appena accennata di una danza delle Uri o la gioia celestiale ed entusiasta del finale, memore del Beethoven del Fidelio e della Nona. A Roma questo capolavoro nascosto viene riproposto a distanza di parecchi anni ma con cadenza regolare e sempre con la massima cura, perché altrimenti la sua luce delicata può tramutarsi in uno spento grigiore. Le ultime volte erano sul podio Giulini, Sawallisch e Sinopoli, ora Daniele Gatti, che ne ha data una lettura prodigiosamente calibrata in ogni dettaglio, evidenziandone delicatamente le rifrazioni di luce e le vibrazioni espressive, talmente minime che potrebbero facilmente sfuggire ma che sono invece profonde ed essenziali. Ha potuto contare su un coro e un'orchestra splendidi e su un buon gruppo di cantanti: Angel Blue (la Peri), Jennifer Johnston (L'Angelo), Brenden Gullen (il tenore solista, che ha la stessa funzione dell'Historicus o Testo negli oratori barocchi) e Georg Zeppenfeld, che più dei suoi colleghi anglosassoni aveva nel suo DNA il il canto liederistico di Schumann.

Mauro Mariani


data prima
10 Febbraio 2017

scheda cast
Angel Blue, Regula Mühelmann, Jennifer Johnston, Martina Mikelic, Brenden Gullen, pPtrick Grahl, Georg Zeppenfled, Maria Chiara Chizzoni, Patrizia Roberti, Francesca Calò, Tiziana Pizzi

orchestra
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

direttore
Daniele Gatti

coro
Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

maestro coro
Ciro Visco



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