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Domenica di Fura
Sonntag aus Licht, di Karlheinz Stockhausen

A Colonia conclusione del ciclo “Licht” di Stockhausen
Trova finalmente battesimo scenico l’ultimo atto di “Licht”, l’enorme cosmogonia in musica in 7 opere di Stockhausen composte nell’arco di trent’anni prima della scomparsa nel 2007. “Sonntag”, il giorno dedicato alla lode di Dio attraverso il complesso disegno del creato, celebra l’unione fra l’Arcangelo Michele e Eva, personaggi-simbolo, con Lucifero, sui quali si incardina la concezione musicale e lo sviluppo tematico del ciclo. Le cinque scene più un congedo sono già state eseguite fra il 1999 e il 2004, ma per la prima volta l’opera integrale (spalmata su due giorni) è affidata a un unico team creativo. La mancanza di un centro sia musicale che narrativo e la sostanziale disorganicità della composizione, tuttavia, sono sfruttate intelligentemente dal team de La Fura dels Baus che ne fa un festa di immagini folgoranti e sempre in movimento di cui gli spettatori sono parte. Due gli spazi: un enorme padiglione circolare bianco per le tecnologiche rivoluzioni planetarie delle prima scena (Licht-Wasser), le processioni penitenziali di sapore millenaristico dei cori della seconda (Processione degli Angeli) e la celebrazione coreografica delle unioni terrene nei sei angoli del mondo della quinta (Hoch-Zeiten). Un secondo spazio, nero, allagato, per il lungo elenco delle creature sullo sfondo di proiezioni in 3D e coreografie acquatiche della terza scena (Licht-Bilder), la fantasmagorica rievocazione delle altre stazioni di “Licht” fra simboli esoterici e fumi di incenso della quarta (Düfte-Zeichen) e la parte orchestrale della quinta scena, eseguita in contemporanea con quella coreutica che precede il congedo del finale. Disegno complesso che vive attraverso i corpi, le voci e i suoni dell’universo degli interpreti coinvolti, da elogiare in blocco. Pubblico entusiasta.
Stefano Nardelli