VIVA! Sampha

Atto secondo per il VIVA! Festival in Valle d'Itria, nel segno di Sampha, Liberato, Iceage e Jamie XX

Viva! Festival - Sampha
Recensione
pop
Valle d'Itria
VIVA! Festival 2018
04 Luglio 2018 - 08 Luglio 2018

Dal 4 all’8 luglio si è tenuta la seconda edizione di VIVA! Festival: per cinque giorni le più belle località della Valle d’Itria hanno visto le esibizioni di artisti italiani e internazionali che hanno spaziato dall’elettronica al rock, dal nu-soul al nuovo pop.

Arrivo il 5 a Ostuni, la mia base, e alla sera mi sposto a Pezze del Greco, vicino a Fasano, per il DJ set di Jamie XX. La masseria Eccellenza è un posto magico, immersa in un circondario di ulivi secolari: il corpo principale della struttura ricorda l’architettura coloniale spagnola di alcune posadas in Messico. In un cortile interno il nostro Giacomino, reduce dalle date di Palermo e Matera del tour “Ma ogni giorno il sole tramonta”, non delude le aspettative del migliaio di presenti, con un set compatto ma soprattutto divertente, con suoi remix di brani degli XX, oscuri pezzi di disco music e addirittura “Ti Voglio”, collaborazione del 1977 tra Ornella Vanoni e Giorgio D’Adamo, bassista dei New Trolls.

Viva! Festival 2018 - Jamie XX
Jamie XX

Venerdì 6: la giornata è sferzata da un violento maestrale e alla sera, nell’arena ai piedi di Locorotondo, la temperatura si abbassa notevolmente rispetto al giorno. Stoicamente in maniche corte assisto al rito collettivo dell’esibizione di Liberato: i tre arrivano in ambulanza e sono accolti dal boato dei circa 5.000 presenti. Si parte con “9 maggio” e il rischio di assistere a un insopportabile karaoke collettivo è grande, all’inizio quasi cercato da Liberato per sopperire a qualche problema con la voce. Per fortuna la situazione migliora e il concerto procede su binari più consoni: si ha modo di apprezzare la splendida illuminazione (molto simile a quella vista lo scorso novembre a Club to Club), con la luna che diventa sole e i fasci di luce che sferzano il palco e il pubblico, rendendo impossibile la visione dei volti dei tre sul proscenio. I sei brani in repertorio sono presentati in versioni dilatate e così facendo la durata del concerto oscilla tra i cinquanti minuti e l’ora. “Me staje appennenn’ amò”, uno dei vertici dell’esibizione, ha una lunga introduzione con un campionamento del “Secondo coro delle lavandaie”, incluso ne La gatta cenerentola, opera teatrale del 1976 di Roberto De Simone e musicata dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, per poi esplodere in un ritmo house che fa saltare tutti gli spettatori. Chiusura d’obbligo con “Tu t’è scurdat’’e me” che, dopo più di un anno, continua a essere un pezzo killer che ha ormai raggiunto lo status di classico.

Liberato - Viva! Festival
Liberato (foto di Marcello Natale)

Finisce Liberato, arrivano gli Iceage e più della metà del pubblico abbandona l’arena: mi prende lo sconforto, decido di bermi una birra e, dopo quasi mezz’ora di coda, la conquisto, calda e piena di schiuma. Allo sconforto (e al freddo) si aggiunge l’incazzatura e decido di andarmene, perdendo parte del concerto degli Iceage (su cui sospendo il giudizio) e tutta l’esibizione di Arca.

La sera successiva è quella che aspetto di più: si comincia intorno alle 21.30 con Equiknoxx, il duo di produttori giamaicani di cui vi abbiamo parlato qui; purtroppo a causa dell’orario siamo in pochi ad apprezzare i ritmi sincopati e destrutturati dei due e le riproposizioni delle loro produzioni per Aidonia e Vybz Kartel. Si continua con i Nu Guinea, uno dei casi musicali italiani di quest’anno (ne abbiamo parlato qui): nel frattempo la gente sta arrivando e ci si diverte con il mix di disco music napoletana, brani originali tratti da Nuova Napoli e la loro versione di “Amore”, canzone originariamente incisa dai Chrisma. Al di là di un paio di sbavature tecniche, un’esibizione di buon livello e, ripeto, divertente.

Tutto è pronto, è il momento che aspetto, Sampha comincia il suo concerto ed è l’apoteosi del festival: il suo disco d’esordio Process (ne abbiamo parlato qui) era notevole, ma dal vivo l’artista londinese – che vanta collaborazioni con SBTRKT, Jessie Ware, Solange e Drake – è addirittura sorprendente, grazie anche a una presenza scenica molto dinamica e all’accompagnamento di tre musicisti di alto livello (il giovane batterista, assolutamente fantastico, fa parte del giro dei Gorillaz). Sampha è un cantante straordinario, capace di spaziare tra i registri, ha uno stile che definirei “rotondo”, ha un repertorio ricco di grandi canzoni che riesce persino a migliorare dal vivo. Intimista, ipnotico, scatenato: un artista dalla personalità caleidoscopica da cui è lecito aspettarsi grandi cose in futuro.

Si cambia registro con The Black Madonna ma il divertimento continua: Marea Stamper sa come far ballare il dancefloor, con il suo mix potentissimo di techno, disco, gospel e chissà cos’altro, e quel battito incessante che quando si rafforza fa andare i piedi da soli. Sotto il palco ci si diverte a capire con Shazam che cosa sta suonando e le due ore del suo set scorrono piacevolmente. Sempre stoicamente (ma a questo punto sarebbe il caso di dire stupidamente) in maniche corte, alle 2.00 cedo e mi perdo Helena Hauff.

Questo è stato, a grandi linee, VIVA! Festival 2018: un bel cartellone, bei posti e tanti amici da rivedere e con cui chiacchierare. Critiche? Consigli? Sì, ad esempio io avrei fatto suonare gli Iceage prima di Liberato per sfruttare l’effetto-traino di quest’ultimo nei confronti di un nome poco conosciuto; come già ricordato, io installerei più spillatrici di birra, in modo da soddisfare più rapidamente i clienti e non rischiare che abbandonino le code, mettendo a rischio una parte degli incassi dei bar (non ho la presunzione di improvvisarmi organizzatore ma so bene che i festival vivono anche di questo!); bisogna cercare di rendere più accessibili i parcheggi, evitando che le auto si incolonnino sulle stradine che portano su a Locorotondo, costringendo le persone a lunghe scarpinate in salita al termine dei concerti (per dirla tutta, non vorrei che si ripetesse l’incubo logistico di Collisioni a Barolo).

Il VIVA! Festival sta crescendo, l’attenzione del pubblico e della stampa specializzata sta aumentando, i pochi errori, ne sono certo, saranno corretti.

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