Un "erbario di suoni" austriaco nel verde romano

Il Festival estivo dell’Accademia Filarmonica ospita lo Spafudla Ensemble dalla Stiria

Roma, Accademia Filarmonica Romana - Hörbarium (Erbario di suoni)
Recensione
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Roma, Accademia Filarmonica Romana
Hörbarium (Erbario di suoni)
04 Luglio 2018

Come ormai avviene da diversi anni, il Festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana – oltre a varie proposte indirizzate sia alla musica classica che ai diversi linguaggi della musica d’oggi – si avvale della preziosa collaborazione con le istituzioni diplomatiche e culturale di paesi stranieri, per proporre un suggestivo viaggio intorno al mondo, alla scoperta di tradizioni di territori anche molto distanti dalla cara Europa.

Tra gli appuntamenti della prima settimana del Festival, oltre a una serata dedicata alla musica devozionale indiana e all’interessante concerto multimediale organizzato in collaborazione con l’Istituto Culturale Coreano, uno dei momenti più gradevoli è stato offerto dallo Spafudla Ensemble, per un concerto intitolato Erbario di suoni e dedicato al repertorio tradizionale austriaco, rivisitato tuttavia in chiave moderna e con molto senso dello humour.

I Giardini della Filarmonica – un indisturbato e suggestivo angolo di verde a pochi passi da Piazza del Popolo – si sono trasformati in una verde vallata della Stiria, dove i quattro giovani musicisti hanno presentato musiche certo apprese dai loro genitori e nonni, ma rilette con uno spirito del tutto contemporaneo. Fino a contaminare il brano più antico del programma, che risaliva al Seicento, con accenti presi in prestito dall’heavy metal. Armati di violini, chitarra, percussioni e contrabbasso, hanno saputo utilizzare le loro voci in modo assai vario: da un canto polifonico di evidente origine alpina a sonorità simili a quello dello jodel tirolese, da melodie di forte impatto sentimentale agli immancabili ritmi delle due danze più popolari in Austria, polka e valzer. Giocando su una forte carica di simpatia, il quartetto dello Spafudla è riuscito a combinare semplici ingredienti musicali (insaporiti anche con turcherie, movenze bulgare e immancabili influssi italiani) in modo da creare una serata ben articolata e accattivante.

Al fresco dei Giardini della Filarmonica – la formula del doppio concerto serale prevede che il secondo appuntamento, alle 21.15, sia sempre all’aperto – il viaggio alla scoperta delle varie tradizioni musicali prosegue ora fino al 14 luglio. Protagonisti saranno il flamenco spagnolo (11 luglio), le affascinanti sonorità provenienti dal Giappone (13 luglio) e la tradizione portoghese del fado (13 luglio).

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