Sting e il basso

Prosegue il tour dell'ex Police che celebra i 25 anni di carriera

Recensione
pop
Live Nation
30 Luglio 2013
Iniziato nel 2012, si appresta ad arrivare alla conclusione – con il concerto del prossimo 31 luglio a Bucarest – il tour di Sting “Back to Bass”, il live in cui il musicista inglese ha ripreso a suonare il suo strumento d'elezione, in occasione dei suoi 25 anni di carriera da solista. Dopo essersi esibito in Nord America e aver conquistato ogni angolo dell’Europa continentale fino a varcare gli Urali, l’artista durante l’estate è tornato in Italia con tre concerti: l’8 luglio all’Arena di Verona, il 9 al Foro Italico di Roma e, infine, ieri sera all’Arena della Regina di Cattolica. In più di un’occasione, in passato, gli impianti audio dell’arena di Cattolica si sono dimostrati non all’altezza degli ospiti invitati; ma, in occasione del suo concerto, Sting ha potuto omaggiare i presenti – più di 5500 i biglietti venduti – senza imprevisti, ripercorrendo la sua lunga carriera attraverso venti canzoni, per quasi due ore di musica (piuttosto: nell'arena cattolichina, cortesia e accoglienza non sempre sono di casa...). Ad affiancare Sting, la band composta da Dominic Miller (chitarra), Vinnie Colaiuta (batteria), David Sancious (tastiere), Peter Tickell (violino) e Jo Lawry (voce). Con loro Gordon Sumner ha riproposto alcuni dei suoi brani più celebri ("Englishman In New York", "Fragile", "If I Ever Lose My Faith In You", "Fields Of Gold", "Shape Of My Heart", "Desert Rose"), periodo Police compreso ("Roxanne", "Message In a Bottle", "De Do Do Do, De Da Da Da", "Every Little Thing She Does Is Magic", "Every Breath You Take"), mantenendo ben affilato il suo “pungiglione” di stile e personalità.

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