Ritorna Ulisse a Bologna dopo quattro secoli di assenza

Nei Palazzi storici bolognesi, la Cappella Musicale di San Petronio festeggia Monteverdi

Recensione
classica
Corti Chiese e Cortili (Bologna)
Monteverdi
19 Luglio 2017
La Cappella Musicale di S. Petronio in Bologna, col suo glorioso passato che la vide faro europeo per la musica sacra fra Sei e Settecento, vive da qualche anno una seconda gioventù grazie all’intraprendenza di Michele Vannelli, l’attuale maestro di cappella. Le celebrazioni monteverdiane hanno dato lo stimolo per uscire dal repertorio storico bolognese con esecuzioni di alto livello che mettono l’ensemble vocale e strumentale a diretto confronto con i maggiori gruppi di musica antica attivi in Europa. E i risultati sono eclatanti. Difficile, ad esempio, negare che l’esecuzione del Vespro monteverdiano in tournée a inizio mese sia stata una delle più rigorose, filologicamente solide e musicalmente accattivanti interpretazioni udibili ai nostri giorni! Dallo scorso anno la Cappella di S. Petronio ha perfino cominciato a uscire dalle chiese, per affrontare la “musica drammatica”: non nella moderna dimensione teatrale, ma nell’antica formula della rappresentazione “a palazzo”, con il pubblico e l’orchestra che si assiepano attorno a un semplice praticabile con funzione di palcoscenico e le ambientazioni ricreate da pochi oggetti simbolici. La cornice: il secentesco Palazzo Albergati, sperduto nella campagna di Zola Predosa, quello dove il Marchese Francesco Albergati Capacelli, distinto commediografo, invitava l’amico Carlo Goldoni per le esclusive commedie recitate da dilettanti aristocratici bolognesi. Dopo “L’incoronazione di Poppea” dello scorso anno, tocca ora a “Il ritorno di Ulisse in patria”, assente a Bologna dal 1640. Un motivo d’interesse stava nella schiera di validi cantanti usciti dai Laboratori di Musica Antica tenuti anche quest’anno da Gloria Banditelli e Michele Vannelli per la parte musicale, da Alberto Allegrezza per la dimensione attoriale, la cui missione è recuperare consapevolmente non solo la vocalità dell’epoca, ma anche la gestualità ricostruita attraverso i trattati di recitazione e l’iconografia pittorica, da cui Allegrezza trae rigorosamente i suoi costumi artigianali: pose plastiche con posizioni di braccia e mani sempre aeree, in particolare per i personaggi in ascolto, colti in continui movimenti immobili, non senza una punta d’ironia. Del lunghissimo elenco di interpreti, quasi tutti ben calati anche fisicamente nel personaggio, si ricordino almeno Lukáš Zeman (Ulisse), baritono solidissimo cui si prospetta una sicura carriera, Sara Tommasini (Penelope), contralto di grande intensità, Dalma Krajnyák (Melanto), mezzosoprano dal timbro prezioso, Giorgio Marcello (Il Tempo, Nettuno), basso profondo capace di calarsi con bell’effetto vocale e scenico nei personaggi grotteschi. Orchestra di strumenti antichi, con ricco gruppo di continuisti che ha sostenuto senza cedimenti 4 ore di spettacolo (neppure un taglio alla partitura, con tanto di “Ballo greco” ricostruito), non meno stoicamente del pubblico accorso entusiasta al raffinato appuntamento. Si replica il 21 luglio a Bologna, nel chiostro dell’Archiginnasio.

Note: Foto © Luca Nicoli.  Produzione del Festival "Corti, Chiese e Cortili".

Interpreti: Evgeniya Chislova (L’umana fragilità, Pisandro), Giorgio Marcello (Il Tempo, Nettuno), Alessia Martino (La Fortuna), Maria Clara Maztegui (L’Amore), Michele Fracasso (Giove, Anfinomo), Clarissa Reali (Minerva), Annalisa Ferrarini (Giunone), Lukáš Zeman (Ulisse), Sara Tommasini (Penelope), Javier Coronado (Telemaco, Secondo Feacio), Niccolò Roda (Antinoo), Dalma Krajnyák (Melanto), Giovanni Biswas (Eurimaco), Enrico Imbalzano (Eumete), Leonardo Trinciarelli (Iro), Anastasia Cazzola (Ericlea), Alberto Allegrezza (Primo Feacio), Niccolò Roda (Terzo Feacio)

Regia: Alberto Allegrezza

Scene: Alberto Allegrezza

Costumi: Alberto Allegrezza

Corpo di Ballo: Alberto Allegrezza, Lars Magnus Hvass Pujol, Giorgio Laganà, Riccardo Morini, Daniele Pascale, Guidotti Magnani, Marco Pedrazzi, Francesco Setti, Davide Vecchi

Coreografo: Davide Vecchi

Orchestra: Orchestra della Cappella Musicale di San Petronio

Direttore: Michele Vannelli (direttore al cembalo)

Coro: Coro della Cappella Musicale di San Petronio

Maestro Coro: Michele Vannelli

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