Muti a Berlino

Il pubblico accoglie con calore il ritorno del direttore

Recensione
Berliner Philharmonisches Orchester Berlino
15 Aprile 2015
Dopo sei anni Muti torna a dirigere i Berliner e lo fa con un programma davvero sfizioso. Fin dalla raffinata Ouverture in stile italiano di Schubert, inspiegabilmente poco eseguita in questa sala, è chiaro quale sia stato il lavoro condotto da Muti con l'orchestra. Assaporano con gusto l'Adagio, giocando poi con lo spirito à la Rossini del centrale Allegro e l'insieme è perfettamente coeso in ogni momento: la compagine si piega alla lettura mutiana con grande duttilità. Il Mozart della Sinfonia "Haffner" è un capolavoro di leggerezza viennese in trasferta a Berlino. Sempre misurato e dalle proporzioni armoniose, questo Mozart ha la plasticità della statuaria classica, incarnazione dell'ideale di nobile semplicità e quieta grandezza. La vera sorpresa è però il viaggio italiano di Richard Strauss, la fantasia sinfonica "Aus Italien". Nel morbido andante "in campagna" la lussureggiante ricchezza timbrica è messa in risalto da un'esecuzione dove tutto è perfettamente dominato e a lungo pensato, dalle sfumature dei pianissimi all'ingresso perfetto dell'ottavino di Egor Egorkin. Il lavoro di cesello, la bellezza del suono ottenuto, in particolare dagli archi, è ancor più evidente tra "le rovine di Roma"; al vigore impresso a questo Allegro molto con brio l'orchestra risponde con viva soddisfazione, con gusto nel suonare, e ottimamente. Quindi le acque di Sorrento si materializzano letteralmente sotto ai nostri occhi, infine, l'energia della vita napoletana dà modo a Muti di dispiegare il suo caratteristico piglio ritmico vivo e scattante, trascinando il pubblico in un boato di applausi.

Note: Repliche: 16 aprile e 17 (tutto esaurito)

Orchestra: Berliner Philharmoniker

Direttore: Riccardo Muti

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

All’Auditorium Paganini di Parma Ton Koopman in veste di direttore, organista e clavicembalista

Al Teatro Malibran un riuscito allestimento dell’opera vivaldiana con la direzione di Diego Fasolis 

Il soprano francese per la prima volta all’Accademia di Santa Cecilia con tre arie da concerto di Mozart