L'impronta schumanniana di David Fray

A Padova con l' Opv diretta da Angius

Recensione
classica
Orchestra di Padova e del Veneto
17 Novembre 2016
L’unica cosa certa è che, così annunciata, non si sarebbe mai potuto trattare di un’esecuzione canonica del Concerto per pianoforte di Schumann. Lo sapevano in cuor loro sia i fan di David Fray, accorsi all’Auditorium Pollini di Padova tentati dall’ebrezza di quel tocco rimasto custodito nelle sue incisioni bachiane, che gli irrimediabili appassionati di uno dei capolavori assoluti del romanticismo musicale. Una prova che non ha tradito entrambe le aspettative, sebbene fuse in un’esecuzione priva di quell’ardore passionale che alimenta la musica romantica, qui elevata a una purezza di derivazione classica in cui la precisione tecnica e la categorica ricerca di un suono tassativamente cristallino non hanno assolutamente minato l’intesa con l’Orchestra di Padova e del Veneto. A tradire l’intento però, l’azzardo di un bis, il Notturno op. 9 n. 2 di Chopin che ha scagliato bruscamente l’immagine del pianista dalle vette raggiunte in sala d’incisione alla realtà del palcoscenico. Ma la scalata più avvincente l’ha effettuata l’orchestra veneta che, con il concerto di ieri, segnala una tappa importante in termini di coesione sonora e maturità interpretativa. Se si pensa che solo un anno fa è stata sancita la collaborazione musicale con il direttore Marco Angius, il livello raggiunto risulta a dir poco strabiliante. Lo dimostra l’eterea fascinazione coloristica raggiunta nello schizzo sinfonico di Borodin e sviluppata poi nei due movimenti lenti della Sinfonia di Šostakovič, polmoni indispensabili a ossigenare l’intera composizione che nella contrapposizione con lo spirito sarcastico e demoniaco dei tempi più veloci, ha saputo consegnare al pubblico che ha affollato la sala, una delle migliori esecuzioni mai ascoltate.

Note: Aleksandr Borodin Nelle steppe dell'Asia centrale Robert Schumann Concerto per pianoforte e orchestra op. 54 Dmitrij Shostakovich Sinfonia n. 9 op. 70

Interpreti: David Fray, pianoforte

Orchestra: Orchestra di Padova e del Veneto

Direttore: Marco Angius

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