Krenek torna alla Staatsoper di Berlino

La rara opera da camera "Tarquin" come metafora delle dittature

Recensione
classica
Staatsoper Berlin Berlino
Krenek
21 Aprile 2015
In Germania l'opera da camera "Tarquin" appare oggi in prima assoluta in lingua originale (inglese) nella Werkstatt berlinese dello Schillertheater, inscenata come lavoro di studio per giovani cantanti. La partitura dodecafonica, risalente al 1940, è ricca di ritmi di danza e di forme chiuse come in Berg; sa essere graffiante nel suo stile essenziale, ma anche lirica quando sottolinea l'autenticità del sentimento umano. Qui all'originale è intrecciato un esperimento: la direttrice di un laboratorio (la stessa Werkstatt) osserva e commenta in tedesco ciò che avviene in scena; al pubblico è chiesto pertanto di indossare dei camici da ospedale. E si comincia. La brutale ascesa al potere di Tarquin, controfigura di Tarquinio il Superbo o dello stesso Hitler – l'interpretazione è lasciata volutamente allo spettatore, anche se gli abiti di scena ricordano i nazifascisti – si lega all'iniziale storia d'amore fra tre ragazzi: il cattivo studente Marius "che voleva sempre essere il primo" trasformatosi nel dittatore Tarquin è interpretato dallo stesso Maximilian Krummen, che come gli altri personaggi canta in due ruoli. Il piccolo organico di due pianoforti, violino, clarinetto, tromba e percussioni conduce speditamente l'azione, senza alcuna sbavatura, sotto l'attenta direzione di Max Renne. Buoni gli interpreti sia vocali sia strumentali. La storia si ripete, insegna Tarquin, e quest'opera è un grido di dolore contro tutte le dittature (come già "Der Diktator" del 1930). Krenek tuttavia non smarrisce mai un gusto per il surreale che ricorda il "Grande dittatore" di Chaplin. Sala piena, ma pubblico non entusiasta come in altre rappresentazioni di questa stagione. Eppure la piccola sala della Werkstatt non ha paura di sperimentare, e di questo le siamo molto grati.

Note: Prima: 19 aprile 2015, repliche fino al 28 aprile Con il contributo della Liz Mohn Musik- und Kulturstiftung

Interpreti: Marius - Tarquin: Maximilian Krummen Corinna - la santa: Sónia Grané Cleon - l'ufficiale: Stephen Chambers L'arcivescovo - Tonio: Grigory Shkarupa Il cancelliere - Bruno: Jonathan Winell La direttrice del laboratorio - reporter: Annika Schlicht Drammaturgia: Katharina Winkler Assistente alla regia: Friederike Bruss Foto © Vincent Stefan

Regia: Mascha Poerzgen

Scene: Johannes Gramm

Costumi: Isabel Theissen

Orchestra: Membri della Staatskapelle Berlin e della Orchesterakademie

Direttore: Max Renne

Luci: Georgi Krueger

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Nella due giorni fiorentina di Music@Villaromana azzardati accostamenti stilistici caratterizzano la rassegna, curata da Francesco Dillon e Emanuele Torquati

classica

Successo per l’allestimento firmato da Karin Henkel, all’Opera di Gand fino al 19 giugno, poi dal 28 giugno al 7 luglio all’Opera di Anversa

classica

Il direttore e pianista statunitense protagonista di un doppio appuntamento al Ravenna Festival