Jazz a Corte

Termina la XXI edizione di Fano Jazz: da Chihiro Yamanaka a Paquito D’Rivera

Recensione
jazz
Fano Jazz By The Sea Fano
17 Luglio 2013
Ora che si è appena conclusa la XXI Edizione del Fano Jazz By The Sea (con un concerto dei Funkoff presso la riserva naturale Gola del Furlo) è tempo di bilanci. Nonostante le ristrettezze economiche del momento - che (quasi) tutti i festival si trovano ad affrontare - quello di Fano ha saputo garantire una proposta di qualità, affiancando nomi del panorama internazionale ai talenti emergenti del territorio. L’anteprima di Chihiro Yamanaka con il suo European Trio ha incantato il Pala J (al Porto Marina dei Cesari), strappando tra il tripudio del pubblico, in visibilio appena dopo il primo brano, una standing ovation alla fine del concerto. Con lei, Mauro Gargano al contrabbasso, Mikey Salgarello alla batteria e, come ospite speciale, il vibrafonista Marco Pacassoni (protagonista di un bel progetto con sue composizioni presentato alla Chiesa di S. Francesco). La rassegna ha trovato poi la sua cornice ideale all’interno della Corte Malatestiana dove è stato particolarmente apprezzato il world jazz di Trilok Gurtu (in ricordo di Don Cherry): durante la serata Gurtu si è lasciato andare a momenti solistici in cui, in filigrana, appariva la preziosa lezione di John Cage. Altrettanto vicini ad alcune sperimentazioni d’area colta contemporanea il duo Wollny & Schaefer (piano e batteria), pur mantenendo un approccio al jazz in chiave "punk". Bellissimo infine il concerto di Paquito D’Rivera, occasione imperdibile per ascoltare Vana Gierig, uno dei più interessanti pianisti di oggi, accompagnato da Matthew Parrish (contrabbasso) e Marcello Pellitteri (batteria). Il trio si amalgamava perfettamente con la musica – e l’ironia – del leader cubano, tra samba e citazioni di Bach ("To Brenda With Love"), chorinho ("A New Day") e un sentito omaggio a Gillespie ("Yo Recuerdo a Dizzy").

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