Il ritorno di Didone

Metastasio intonato da Leonardo Vinci al Goldoni di Firenze

Recensione
classica
Maggio Musicale Fiorentino Firenze
Leonardo Vinci
08 Gennaio 2017
Un giovane Metastasio: è stata riproposta al Teatro Goldoni, per l'Opera di Firenze, la “Didone abbandonata”, nell'intonazione di Leonardo Vinci per il romano Teatro delle Dame (1726). Un Metastasio passionale, di non ancora sublimate e quasi impossibili virtù (quelle che di lì a qualche anno troveremo nei grandi libretti viennesi successivi alla nomina a poeta cesareo, come l'”Olimpiade” e la “Clemenza di Tito”), e anche la musica seducente di Leonardo Vinci sembra assecondare gli affetti ardenti dei personaggi con agilità e con un'intensità espressiva molto napoletana, fresca e fremente pur nell'inanellarsi implacabile di recitativi e arie col da capo. La realizzazione era affidata a due esperti dell'opera antica come Carlo Ipata (direzione) e Deda Cristina Colonna (regìa), con il supporto piacevole ma un po' insistito del teatro d'ombre di Altretracce e un impianto scenico e costumi (Gabriele Vanzini, Monica Iacuzzo) semplici ma tutt'altro che inefficaci, con qualche tocco di kitsch kolossal miniaturizzato. Tuttavia le promesse non sono state del tutto mantenute, e in particolare le opacità e le incertezze esecutive soprattutto della prima parte facevano pensare a un numero di prove decisamente insufficiente per la piccola orchestra (archi, oboi, corni, tromba e continuo), cosa che non ci sembra abbia poi molto senso se si va a ritirare fuori una partitura dopo trecento anni. Bene però il cast, Roberta Mameli (Didone), Carlo Alemanno (Enea), Marta Pluda (Araspe), Giada Frasconi (Osmida), e spiccavano in particolare a gusto di chi scrive la deliziosa Selene di Gabriella Costa e il “barbaro” Iarba - peraltro il più simpatico di tutti – di Raffaele Pé. Successo cordiale e repliche il 10 e 12 gennaio.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

L’opera di Zandonai presentata con successo all’Opéra du Rhin in un riuscito allestimento di Nicola Raab

classica

Il Teatro di Heidelberg continua il recupero di lavori dimenticati dell’opera napoletana

classica

Torino: la prima volta di Luisi con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai