Il respiro di Mahler alla Scala

Ottima esecuzione della Seconda a Milano, con Daniele Gatti sul podio
 

Daniele Gatti dirige Mahler al Teatro alla Scala
Recensione
classica
Teatro alla Scala, Milano
Seconda sinfonia di Mahler
14 Ottobre 2017

Il gesto di Daniele Gatti che dà l'attacco della Seconda di Mahler è quanto di più trattenuto si possa immaginare, ma è carico di straordinaria energia, di emozione, di padronanza. E tale concentrato fuori dal comune non cessa durante tutta l'esecuzione. I soprassalti brutali e funerei del primo movimento, la sorridente lievità del secondo, la ronda infernale del terzo con le scariche delle percussioni, il pianissimo che il maestro Bruno Casoni ha preparato per il "suo" coro straodinario e la finale compatta esplosione delle voci dei coristi che si alzano in piedi, a tutto questo va aggiunta la tensione che Gatti riesce a creare allungando le pause, generando un'attesa che talvolta provoca addirittura una sospensione del respiro. Probabilmente anche tra gli stessi strumentisti. Insomma un vero fiore all'occhiello per il cartellone della stagione sinfonica della Scala (repliche 16 e 19 ottobre). Voci soliste il contralto olandese Christianne Stotijn, che dopo l'Urlicht ha avuto alcuni momenti di affaticamento, e il soprano svedese Miah Perssson.


Lunghissime ovazioni al termine del concerto, con Gatti che prima di girarsi verso il pubblico si prende la briga di ringraziare i musicisti per l'ottimo esito della serata. Davvero da ricordare.

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