Il King Arthur di Mark Morris

Mark Morris fa sue le musiche di Purcell, rivisitandole in uno spettacolo di scherzosa ironia e grande poesia dinamica.

Recensione
classica
English National Opera (ENO) Londra
Henry Purcell
26 Giugno 2006
Questo non è sicuramente un King Arthur per i puristi. Chiunque si aspettasse una produzione 'autentica' della 'quasi-opera' di Dryden con musiche di Purcell avrebbe dovuto leggere meglio il cartellone, dove forse il nome del regista/coreografo americano meritava maggiore evidenza. Morris ha scartato tutto il dialogo di quello che è comunque un'allegoria politica il cui significato è perso, e costruisce uno spettacolo di numeri unici e a sè stanti, che però conservano un attenzione quasi letterale al testo e spesso si rifanno ad un uso idiomatico delle danze. Morris presenta lo spettacolo come un 'pageant', una sorta di spettacolo folkloristico tradizionale inglese, o ancora come un 'vaudeville', in cui episodi sacri e profani, intimi e pubblici, tristi e felici, danzati e cantati si susseguono in un insieme la cui unità stilistica è garantita non solo dalla costante delle splendide musiche di Purcell, ma dalla visione artistica di Morris, il cui talento per il ritmo drammatico e per l'uso dello spazio scenico sembra essere infallibile. Il tutto è condito da un'ironia allo stesso tempo pungente ed equilibrata, che non diventa mai offensiva o sarcastica, ma anzi si rivela piena di affetto ed intelligenza umana. I costumi irriverenti di Isaac Mizrahi e le scene di Adrienne Lobel complimentano perfettamente l'inesauribile inventiva quasi fanciullesca di Morris: tra i molti numeri memorabili, in particolare emergono la famosa scena del ghiaccio [in cui lo spirito del freddo vive in un frigorifero], una danza folkloristica intorno all'Albero del Maggio, e l'interpretazione di Fairest Isle. Parte del successo dello spettacolo è sicuramente dovuto alla direzione musicale di Jane Glover, che guida con mano sicura il coro e l'orchestra di ENO e l'ensemble di giovani solisti.

Interpreti: Soprano 1  Mhairi Lawson Soprano 2  Gillian Keith Soprano 3 Elizabeth Watson Controtenore  Iestyn Davies Tenore  James Gilchrist Baritono 1  Andrew Foster Baritono 2  William Berger

Regia: Mark Morris

Scene: Adrianne Lobel; Luci James F. Ingall

Costumi: Isaac Mizrahi

Coreografo: Mark Morris

Direttore: Jane Glover

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