Il jazz attualissimo di Steve Coleman

Al Torrione di Ferrara per Crossroads Steve Coleman con il trio Reflex

Foto Euriolo Puglisi
Foto Euriolo Puglisi
Recensione
jazz
Ferrara Jazz Club Ferrara
01 Aprile 2017

Che la musica di Steve Coleman fosse tutta intrisa di una personalissima e selettiva rigenerazione di una porzione cospicua della tradizione jazzistica lo si sapeva. Mai però le sue intenzioni in tal senso sono state tanto esplicite come in questo concerto ferrarese del suo trio Reflex. Le circonvoluzioni puntute e arabescate desunte dal bebop sono raramente sfociate nel free, solo nell’accezione di un fraseggio veloce, intricato e fioritissimo, non certo nella deformazione lirica e rumoristica del sound. Un brano pensoso e pigro, ma tanto avvolgente da sembrare una ballad, ha lasciato spazio ai due partner, mentre il sax sottolineava dinamicamente i loro interventi con brevi riff rassicuranti e propulsivi di sottofondo… esattamente come nella tradizione più discorsiva del jazz di mezzo. Ma non sono mancate dichiarate citazioni di "Lush Life", vista come in sogno, aggirandola continuamente da destra e da sinistra, oppure di un veloce e famoso tema bebop eseguito come bis.

Non solo; la musica di Reflex la si può vedere anche come lo scongelamento della componente minimalista, in quanto la distribuzione degli accenti nella metrica di frasi ripetitive è soggetta a continui spostamenti. Oppure come l’interiorizzazione del funky, per via del fatto che i riff e le basi ritmiche costituiscono una griglia intricata e vincolante, senza replicare però i modi estroversi e squassanti della tradizione più spettacolare del genere. In tutto questo i due partner contribuiscono al meglio: al basso elettrico di Anthony Tidd, morbido, elegantemente narrativo, fa riscontro il drumming di Sean Rickman, puntualissimo, incalzante e di impostazione tutto sommato classica. Che dopo molti anni di frequentazione reciproca il trio viva di un simbiotico affiatamento, pur sotto le imprescindibili direttive del sessantenne leader, l’hanno dimostrato gli stop improvvisi e perentori con cui molti brani si concludevano, perfettamente all’unisono dopo interminabili percorsi tortuosi e insinuanti.

Note: Crossroads 2017

Interpreti: Steve Coleman: sax alto; Anthony Tidd: basso elettrico; Sean Rickman: batteria.

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