I manufatti compositi della Pook

La violista a Chamois per il festival diretto da Giorgio Li Calzi

Recensione
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Chamoisic 2014 Chamois
09 Agosto 2014
La terza giornata della quinta edizione di ChamoiSic 2014 è stata colorata dalle note della garbata ed elegante compositrice e violista britannica Jocelyn Pook, la vera “attrazione” dell’edizione di quest’anno, nota al grande pubblico per aver composto le musiche di [i]Eyes Wide Shut[/i], l’ultimo film di Stanley Kubrik. La sua musica, le sue composizioni sono “manufatti” estremamente compositi, screziati e tuttavia minimali, capaci di mescolare con fluidità e leggerezza i più svariati elementi, dalla musica antica e corale alla popular music, dalla musica sacra a quella profana, dal minimalismo alla world music, di matrice centro asiatica soprattutto. A Chamois Jocelyn si è presentata con il suo rinomato ensemble vocale: due splendide cantanti, due soprano, anche se entrambe di non facile catalogazione, un sofisticato controtenore, dal timbro e dalle andature “medioevali”, e un valente cantante dello Sri Lanka, dai sofisticati melismi microtonali. Le composizioni di Jocelyn sono state per l’occasione (una produzione originale del festival) riarrangiate per l’orchestra filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino dall’ottimo Fabio Gurian, anch’egli compositore, spesso per il cinema, oltre che arrangiatore e direttore d’orchestra. Così in una Chamois un po’ surreale, a causa del tempo instabile, Jocelyn Pook e Fabio Gurian hanno guidato l’intera orchestra, l’ensemble vocale, e in qualche brano lo stesso Giorgio Li Calzi, che si è prodotto in alcuni dei suoi magici interventi alla tromba (quasi degli intarsi davisiani a squarciare il velo di una certa ripetitività), in quei vasti territori di confine, vere e proprie praterie sonore, in cui abbiamo detto muoversi l’affascinante, anche se un po’ priva di effervescenza, musica scritta della violista britannica.

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