Hip hop infrasettimanale

Da Seattle, gli Shabazz Palaces all'Astoria di Torino

Recensione
pop
Astoria Torino
24 Novembre 2015
Un martedì torinese alquanto ricco: infatti in città ci sono Ian Svenonius, leggenda della scena post-punk ed indie statunitense, e il duo Shabazz Palaces proveniente da Seattle. La duplice offerta, unita forse a quello che per comodità potremmo definire “effetto Bataclan”, ha penalizzato l’esibizione del duo hip hop, tenutasi di fronte a non più di cinquanta persone. Ishmael “Palaceer Lazaro” Butler (già Digable Planets) e Tendai “Baba” Maraire hanno all’attivo due album, [i]Black Up[/i] del 2011, accolto con favore dalla critica, e [i]Lese Majesty[/i], pubblicato lo scorso anno, come il precedente, dall’etichetta Sub Pop: un disco forse più ostico rispetto a quello d’esordio, articolato in sette suite che portano alle estreme conseguenze la frantumazione dei beat rigorosamente elettronici. Ero curioso di vederli in azione, dopo aver perso la loro esibizione di tre anni fa sempre all’Astoria: bene, l’attesa è andata delusa. È stato un set piuttosto caotico, decisamente svogliato (esibirsi di fronte a pochi spettatori sarà poco stimolante, ma un po’ più di professionalità non avrebbe comunque guastato) e, quel che è peggio, danneggiato da una qualità del suono inaccettabile: Baba Maraire ha dovuto urlare per ben sei volte di abbassare la drum machine prima che la sua richiesta fosse soddisfatta, con risultati comunque inavvertibili. Quarantacinque minuti di concerto che lasciano un po’ di amaro in bocca. L’Astoria è uno degli spazi più interessanti della città: bel locale, buon gusto nella scelta della musica di sottofondo (addirittura un brano di Sun Ra, merce rara), anche se sei euro per una birra piccola alla spina sono davvero troppi.

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