Elettronica al lago

I suoni analogici di Retina.it a CHAMOISic

Foto Antonio Baiano
Foto Antonio Baiano
Recensione
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Chamoisic 2014 Chamois
08 Agosto 2014
Chamois 8 agosto 2014 Retina.it Musica elettronica d’altri tempi quella del duo campano Retina.it (Lino Monaco e Nicola Buono), chiamato a Chamois da Giorgio Li Calzi, trombettista sperimentale, oltre che direttore artistico della manifestazione, abituato a “navigare” anche nel mondo dei suoni sintetici. In una giornata purtroppo piovosa e nebbiosa, che per fortuna non ha impedito ad un attento e curioso pubblico di assistere con interesse e viva partecipazione, nella cornice di prati attorno al Lago Lod, a duemila metri di altitudine, sopra l’antico villaggio di Chamois, i due si sono mossi con sapiente destrezza in misteriosi territori analogici, lontani dall’odierna tecnologia digitale, almeno in fase di elaborazione del suono. Una tecnologia digitale che serve loro solo per catturare suoni precedentemente campionati da sintetizzatori modulari, per poi ritrasmetterli attraverso un complicato missaggio a più piste, con un canale per ogni singolo suono. Sono venuti in mente i gruppi del kraut rock tedesco degli anni Settanta, i Tangerine Dream, i Kraftwerk, con i quali i Retina.it hanno avuto il privilegio di condividere lo stesso palco, e soprattutto i più sofisticati Cluster di Roedelius e Moebius. Il segnale analogico, contrariamente a quello digitale, è del tutto indiscreto. Il passaggio della corrente elettrica, molto in soldoni, emette un continuo “rumore” di sottofondo, sul quale poi si innestano i successivi suoni. Un rombo ctonio e profondo, disarticolato, “scricchiolante”, che sembra provenire dalla ceneri ancora accese di un vulcano inattivo (i Retina.it sono originari di Pompei...). Una grana, una pasta sonora, da tenere sotto controllo, addomesticare, arricchire, veicolare, in qualche modo “semantizzare”, sì da darle un senso, una sorta di significato. Di questo “surfing” sull’onda sonica i Retina.it si sono rivelati veri e propri maestri.

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