Credere in Handel

La produzione di David McVicar riduce Agrippina ad una parodia, con infime consequenze dal punto di vista musicale e drammatico.

Recensione
classica
The Coliseum London
Georg Friedrich Haendel
05 Febbraio 2007
La prima cosa che appare evidente in questa produzione di Agrippina è che il regista David McVicar non crede nella viabilità drammatica dell'opera handeliana. Così, una trama flebile ed una struttura musicale improbabile devono essere giustificate, arricchite, adattate, condite per il publico moderno. L'ansia del da capo colpisce ancora, accompagnata da una noia per la coloratura, non vista come mezzo espressivo ma come un vezzo stilistico demodè che deve essere sopportato, anestetizzato se possibile. Ogni scena diventa un numero a sè stante con una diversa trovata da cabaret, in un arco narrativo che perde qualsiasi impatto drammatico diventando una parodia di se stesso. Inutile scendere nei particolari di una regia che fa più riferimento a Benny Hill che a Metastasio. Purtroppo, nell'ormai diseguale equilibrio tra il potere della regia e quello della musica, la direzione di Daniel Reuss segue i dettami della messa in scena piuttosto che quelli della partitura, con scelte di tempo a dir poco discutibili, e poca attenzione al colore orchestrale, adeguandosi ad una lettura superficiale e completamente ignara della retorica e dell'estetica alle basi della forza drammatica del teatro di Handel. Il cast non è aiutato in questa situazione, e nonostante l'Agrippina di Sarah Connollly e il Nerone di Christine Rice siano a loro agio nel repertorio, la posizione secondaria che l'arte vocale ha nella concezione della produzione limita le loro esecuzioni. Il ruolo di Ottone, scritto per il contralto Francesca Vannini-Boschi, è affidato seconda una moda ormai diffusa ma totalmente ingiustificata al giovane controtenore Reno Troilus, che non ha nè l'estensione ne la presenza vocale necessaria per il compito. Agrippina sarà anche un lavoro poco eseguito, ma Handel merita di meglio.

Interpreti: Agrippina: Sarah Connolly Poppea: Lucy Crowe Nerone: Christine Rice Narcissus: Stephen Wallace Otho: Reno Troilus Claudius: Brindley Sherratt Pallas: Henry Waddington Lesbo: Richard Suart

Regia: David McVicar

Scene: John McFarlane; Lighting Designer: Paule Constable

Coreografo: Andrew George

Direttore: Daniel Reuss

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