Assassini seriali

Francesco Cusa & The Assassins per Metastasio Jazz 2016

Recensione
jazz
Teatro Metastasio Prato
22 Febbraio 2016
Davanti a quattro assassini dichiarati più che un recensore servirebbe un buon investigatore. Sul palco del Fabbricone, nel terzo appuntamento di Metastasio Jazz 2016, il quartetto di Francesco Cusa convince sia sul piano del linguaggio che dell’atteggiamento, entrambi spregiudicati. Potremo definire il batterista-compositore siciliano un assassino [i]seriale[/i]: sono anni che con i suoi progetti avventurosi tenta di sviare indagini sul suo percorso artistico. Con The Assassins però, nonostante inquini le piste con un’elettronica dal sapore vintage stesa come collante sonoro, saturazione dei vuoti, ci offre (involontariamente?) delle prove evidenti. Cusa ama il bebop, i ritmi incrociati, raddoppiati, le rullate di Art Blakey, scrive per i suoi solisti brevi frasi melodiche (Jazz Messenger?) per poi lasciargliele sporcare, imbrattare con scarabocchi fascinosi. Compito che i suoi talentuosi compagni di viaggio eseguono alla grande: la tromba saettante e distorta di Zanuttini, il calore sghembo e astratto del sax di Benvenuti, i suoni scuri e acidi della tastiera di Stermieri. Il leader, in piena controtendenza rispetto ai suoi colleghi, non prosciuga ma accumula con maestria evoluzioni poliritmiche, figure sul rullante, magie sui piatti. Cusa dialogando con il pubblico gioca provocatoriamente anche con le parole, dichiara usurata la forma concerto, vorrebbe parlare di problemi esistenziali... Suicida più che assassino. Anche se con qualche calo di tensione fisiologico, un concerto di grande qualità costantemente attraversato come da una scossa elettrica, da un’idea profonda che non taglia ponti ma li estende in una credibile, inquieta continuità contemporanea della musica afroamericana. Alla fine la sentenza è scontata: colpevoli non per omicidio, ma per eccesso di creatività.

Interpreti: Francesco Cusa & The Assassins: Flavio Zanuttini, tromba; Giovanni Benvenuti, sax tenore; Giulio Stermieri: organo hammond; Francesco Cusa: batteria.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

jazz

Music for Strings di Bill Frisell al Teatro dell'Arte della Triennale per JAZZMI

jazz

Il concerto all’Unipol Auditorium aperto da un “saluto” di Barry Harris

jazz

Un pubblico da tutto esaurito per il debutto della XXII edizione di ParmaJazz Frontiere