Russell Oberlin (1928-2016)

Si è spento il pioniere dei controtenori moderni

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Negli anni ’70, quando in Italia cominciava appena a diffondersi l’interesse per i falsettisti, se ne parlava già come un mito: Marilyn Horne ne tesseva pubblicamente le lodi; Rodolfo Celletti, da sempre insofferente verso i controtenori, era disposto a salvare soltanto lui, Russell Oberlin. Ma per quanto si cercasse nei negozi più forniti, era quasi impossibile trovare suoi dischi, se non il Messiah diretto da Bernstein. Fortunatamemente aveva registrato alcuni filmati per la televisione americana, fra gli anni ’50 e ’60, oggi facilmente rintracciabili su YouTube (c’è anche una Cantata BWV 54 di Bach con Glenn Gould al cembalo). In uno (1962) spiega con esempi pratici la differenza tra falsettista e controtenore, inteso quale tenore eccezionalmente acuto: documento prezioso, perché la sua voce così leggera, quasi fragile, ma capace di una fluente coloratura, poteva facilmente essere scambiata per uno splendido falsetto, anziché una voce naturale (registro modale) qual era. I tempi erano tuttavia prematuri per la rinascita d’interesse verso l’opera barocca, così che l’unica importante sua apparizione teatrale è rimasta l’interpretazione di Oberon nella prima esecuzione del Midsummer Night’s Dream di Britten al Covent Garden di Londra (1961). Membro fondatore dell’ensemble Pro Musica Antiqua nel 1952, si era ritirato a 36 anni dalla vita concertistica, per dedicarsi completamente all’insegnamento nel Hunter College di New York (1966-1994), città dove si è spento il 26 novembre scorso.

M.B.

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