Rieti per Rota

Il Reate Festival dal 30 settembre: si inaugura con I due timidi e La notte

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Reate Festival Rota

Il Reate Festival 2017 s'inaugura a Rieti il 30 settembre (anteprima il 29 per le scuole) con due atti unici di Nino Rota, I due timidi su testo di Suso Cecchi D'Amico e La notte di un nevrastenico su testo di Riccardo Bacchelli. Questo dittico ha la regia di Cesare Scarton e la direzione di Gabriele Bonolis, con una compagnia di giovani cantanti.

Il teatro musicale è il grande protagonista di questa edizione, che presenta una novità assoluta e alcuni titoli di rara esecuzione e di grande interesse, con un'attenzione particolare al Novecento italiano. Al centro del secondo spettacolo è il Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi, preceduto dall’azione per due percussionisti Orazi e Curiazi di Giorgio Battistelli e seguito dal madrigale drammatico Tancredi appresso il Combattimento di Claudio Ambrosini su versi di Torquato Tasso, in prima assoluta. Questo spettacolo, prodotto in collaborazione con varie altre istituzioni musicali, è affidato all’Ensemble In Canto e al Tetraktis Percussioni Ensemble diretti da Fabio Maestri, con la partecipazione del Gruppo Danza Oggi, la regia di Cesare Scarton, le scene di Michele Della Cioppa e le proiezioni con la particolare tecnica motion capture di Flaviano Pizzardi.

Il festival si chiude il 27 novembre con un trittico formato da La scuola di guida di Rota su libretto di Mario Soldati, Il telefono di Giancarlo Menotti e Bach Haus di Michele dall'Ongaro, con la direzione di Federico Amendola e la regia di Cesare Scarton. Un altro appuntamento di particolare interesse è il Concerto per Amleto (8 ottobre) basato sulle musiche che la tragedia di Shakespeare ispirò a Šostakovich in due diverse occasioni: la prima nel 1932 come musiche di scena per un’edizione teatrale, la seconda nel 1964 come colonna sonora per un film. Rino Marrone dirige l’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, con Fabrizio Gifuni come voce recitante. Inoltre concerti organistici sul colossale organo Dom Pedros Roubo della basilica di San Domenico e un'edizione del Flauto magico per le scuole, che utilizzerà la versione italiana approntata da Giuseppe de Gamerra poco dopo la prima rappresentazione di quest'opera mozartiana.

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