Reggio Emilia è eretica

Il Festival Aperto dal 20 settembre

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L'eresia è l'intrigante tema conduttore dell'edizione 2015 del festival Aperto di Reggio Emilia (20 settembre - 15 novembre), raccogliendo nel proprio cartellone una proposta multidisciplinare che coinvolge 46 autori, 28 artisti, 31 spettacoli in cui musica, danza e teatro che si alternano in una girandola di offerte espressive che trovano, direttamente o indirettamente, un filo conduttore in tre figure di "eretici" come Giordano Bruno, Pier Paolo Pasolini e Luigi Nono. Eretico è il pensiero che si oppone all'ortodossia e all'opinione ed è così che nel Festival Aperto 2015 scorrono forze eretiche le quali, nelle pieghe dell'anima più prettamente musicale della rassegna, propongono due nuovi lavori di teatro musicale contemporaneo che hanno per soggetto le figure, appunto, di Giordano Bruno e di Pier Paolo Pasolini: eretico in senso proprio il primo, in senso figurato il secondo: entrambi martiri del libero pensiero. "Giordano Bruno", musica di Francesco Filidei, libretto di Stefano Busellato con la collaborazione di Nanni Balestrini, per la regia di Antoine Gindt e la direzione musicale di Peter Rundel con Remix Ensemble, è una prima italiana (26/09) in coproduzione europea cui la Fondazione I Teatri partecipa con enti produttivi di Parigi, Porto, Caen, Strasburgo. "Corpi eretici" - musica di Mauro Montalbetti, libretto e regìa di Marco Baliani, direzione musicale di Francesco Lanzillotta con Icarus Ensemble - è invece commissionata e prodotta dalla Fondazione I Teatri che la presenta in prima assoluta (il 30/10 e 1/11) nel 40° della morte di Pasolini. Terzo omaggio è "Resistenza Illuminata", dedicato a Luigi Nono nel 70° della Resistenza e della Guerra di Liberazione, progetto regionale cui il Festival Aperto aderisce con un programma che in Luigi Nono coglie l'innovatore radicale, colui che unisce il compositore geniale, il militante politico, il visionario utopico. E attraverso Nono, altre musiche e temi: i compositori a lui per qualsiasi verso legati (da Beethoven a Boulez al giovane Agostini), la Resistenza, il lavoro, le tecnologie e, non ultima, la musica popolare - un intreccio di motivi estetici, storici e politici che ha segnato i decenni del Dopoguerra. Il FontanaMix Ensemble diretto da Francesco La Licata tira (con Nono, Olivero, Agostini, Schoenberg, l'11/10) fili di memoria dell'Olocausto e della Resistenza. L'Icarus Ensemble diretto da Pietro Borgonovo esegue (il 23/10) due composizioni elettroacustiche di denuncia dello sfruttamento (Nono) e della morte per lavoro (Guarnieri). Due straordinari solisti, Michele Marelli (clarinetti) Mario Caroli (flauti) con il live electronics di Tempo Reale, danno vita a un concerto ad alto contenuto tecnologico e poetico (Nono, Boulez, Stockhausen, Scelsi, Fineberg, il 31/10). Momento culminante dell'Omaggio viene dall'Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna diretta da Roberto Abbado (14/10), con "Il Canto sospeso", scritto da Nono su testi di condannati della Resistenza europea, e l'"Eroica" di Beethoven, le sue inquietudini post-rivoluzionarie: costruzioni musicali e visioni del mondo a un tempo. Reggio Info:.

Alessandro Rigolli

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