Ravenna "alla russa"

Il festival dal 25 maggio

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Presentata venerdì scorso, 13 gennaio, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi sottolineando ancora una volta la propria vocazione internazionale, la 28esima edizione del Ravenna Festival propone dal 25 maggio all'11 luglio 2017 il proprio viaggio multidisciplinare plasmato su "Il rumore del tempo", tema principale della manifestazione che individua come punto di partenza la Rivoluzione d'Ottobre del 1917 che ha portato alla caduta dell'impero zarista. Nell'immaginario collettivo, questa è l'ultima rivoluzione, quella che ha portato al sovvertimento radicale delle abitudini di pensiero, evento pieno di energia a lungo repressa e crogiuolo di un patrimonio di speranze e illusioni. Il rapporto lacerante tra gli intellettuali e il potere è uno dei temi del Festival, che trova nella vicenda umana e artistica di Shostakovich il caso, esemplare e controverso, più universalmente noto e dibattuto. Da qui il titolo di questa XXVIII edizione ispirato sia al romanzo dello scrittore inglese Julian Barnes, incentrato proprio sul compositore russo, sia a una raccolta di prose brevi di Mandelstam.

Il Festival seguirà quindi la traiettoria della rivoluzione russa, dall'opera futurista "La vittoria sul Sole" di Alekei Krucènych messa in musica da Mihail V. Matiushin (Mercoledì 21 giugno), al concerto della Filarmonica di San Pietroburgo (Martedì 4 luglio) diretta da Yuri Temirkanov e dedicato alla Sinfonia n. 7 e al concerto per pianoforte, tromba e orchestra n. 1 di Shostakovich. Con "1917" (Mercoledì 28 giugno) una produzione commissionata alla giovane compagnia teatrale ravennate ErosAntEros, il Festival darà una nuova voce a chi ha cantato la rivoluzione, ispirandosi alla musica dal Quartetto n. 8 dello stesso Shostakovich.

Sempre in tema di "rivoluzioni" troviamo le proposte di ascolto raccolte sotto il titolo “Rivoluzioni in musica”, programmi e autori che rappresentano passaggi cruciali nella concezione e nel definirsi di nuovi stile e forme musicali. Si scoprirà per esempio quanto Franz Joseph Haydn sia autore innovativo e quanto a lui si debba il merito di avere definito nuove forme e stili che hanno rivoluzionato il corso della storia della musica a partire da Mozart. A misurarsi con Haydn saranno musicisti come Ottavio Dantone e Giovanni Sollima, protagonisti con Accademia Bizantina di un concerto interamente dedicato al compositore austriaco – con le Sinfonie nn. 80 e 81 e il secondo concerto in re maggiore per violoncello – in un incontro in esclusiva per Ravenna Festival (12 giugno). Ma le linee sulle quali si snoda il programma del festival comprendono anche l'omaggio a Dande rappresentato dalla prima parte di una "triolgia" che si avvia quest'anno con il progetto "Inferno" ospitato al Teatro Rasi, e con il bando “Giovani artisti per Dante”, che si rivolge alla nuova generazione di creativi e appassionati del grande poeta, chiamata ad applicare tutti i linguaggi performativi nel progettare spettacoli di breve durata destinati ad animare i Chiostri Francescani accanto alla Tomba del Poeta (tutte le mattine alle 11 dal 25 maggio al 2 luglio). Il programma sinfonico si aprirà al Pala De André con la Filarmonica di Monaco diretta da Semyon Bychkov (Domenica 28 maggio) in un programma che prevede la Symphonie Fantastique di Berlioz e il concerto per pianoforte n. 1 di Tchaikovsky (solista Jean-Yves Thibaudet), per poi incontrare la violinista Anne-Sophie Mutter impegnata nell'esecuzione del Concerto per violino in re minore di Mendelssohn con l'Orchestre National de Lyon diretta da Leonard Slatkin (Giovedi 15 giugno), mentre Juraj Juraj Valcuha guiderà l'Orchestra Nazionale della Rai nel Concerto per pianoforte di Schumann con solista David Fray (Venerdì 30 giugno).

Oltre a queste proposte, il cartellone del Ravenna Festival offre tra l'altro appuntamenti dedicati alla danza, al rapporto tra fotografia e cinema, fino ad arrivare alla presenza di Riccardo Muti e della sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, che celebrerà proprio quest’anno il ventennale del progetto "Le Vie dell’Amicizia", e all'appendice autunnale che propone la trilogia rappresentata dalle opere “Cavalleria Rusticana”, “Pagliacci” e “Tosca”, un progetto guidato da Cristina Mazzavillani Muti che, a capo del suo consolidato staff, curerà regia e ideazione scenica. www.ravennafestival.org

A.R.

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