Puccini apre il San Carlo

Napoli: inaugura Fanciulla del West

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Il teatro San Carlo di Napoli, con pubblico ampio ed una gestione sana e trasparente e un sovrintendente, Rosanna Purchia, responsabilizzato sui risultati. Riduce i titoli a 40 ma aumenta le recite e diversifica gli abbonamenti. A questo è corrisposta una programmazione artistica di rilievo. Si parte il prossimo 12 ottobre con "La Fanciulla del West" di Puccini in un allestimento di Hugo de Ana consegnato alla genialità del nuovo direttore musicale Valcuha. Seguono i vari ripassi di Traviata, Rigoletto, Bohème, Tosca, puntuali, senza mai mancare. Ma il 2018 del teatro di San Carlo non è solo casa per il repertorio, anzi anche luogo di invenzione e ri-creazione. Leggendoli in fila, da "My Fair Lady" (musical di F. Loewe), alla prima assoluta "Eternapoli" di Fabio Vacchi, passando per "Il Cappello di Paglia di Firenze" di Nino Rota mai eseguito qui, "L'amour des trois oranges" di Prokofiev, o in forma di concerto "il Castello del Principe Barbablù" di Bartok. Da non perdere anche "Mosè in Egitto" di Rossini (duecento dalla prima rappresentazione 1818) affidato alla direzione di Stefano Montanari in debutto a Napoli - sempre più restaurato il rapporto di identità San Carlo/Rossini. Un profilo di teatro in costante crescita con il direttore artistico Pinamonti che manifesta una chiara strategia dove i nomi di spicco nella stagione lirica - Mehta, Zukerman, Simonov, con spettacoli firmati da Lorenzo Amato, Jean Paul Scarpitta, Martin Kusej, Alessandro Talevi, autorevoli - si intreccia con attesissimi recital di Kissin, Sokolov, Borodina per la stagione sinfonica.

S.M.

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