Oscar e comunità LGBT

Sam Smith vince per la miglior canzone, Anohni boicotta la cerimonia

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L'Oscar per la miglior canzone originale se lo è aggiudicato il cantante inglese Sam Smith per "Writing's On the Wall", dal film Spectre, battendo la concorrenza di "Earned It", da Cinquanta sfumature di grigio, "Manta Ray" da Racing Extinction, "Til It Happens To You" da The Hunting Ground, e "Simple Song #3", di David Lang per Youth di Paolo Sorrentino. Smith, che è gay dichiarato, ha ringraziato l'Academy e dedicato il premio alla "comunità LGTB di tutto il mondo".

Curiosamente, alla vigilia della cerimonia di presentazione un altro candidato – Anohni, alias Antony Hegarty – ha sollevato l'attenzione dei media sulla questione nomination e comunità LGBT, e in generale sulle politiche degli Oscar e di Hollywood: Anonhi ha ottenuto la nomination per la canzone "Manta Ray" (insieme a J. Ralph), dal documentario ambientalista Racing Extinction, ed è il primo artista transgender ad aver mai ricevuto una nomination agli Oscar. Tuttavia, dopo l'annuncio della nomination, la sua esibizione durante la serata di LA (così come quella di David Lang, nominato per Youth) non è stata messa in programma per "motivi di tempo", a tutto vantaggio degli altri tre candidati, tutti forti di brani pop di ampia diffusione. Anohni ha ricostruito la vicenda e spiegato perché non ha partecipato alla cerimonia, in un lungo post, denunciando le politiche americane e un "sistema di oppressione sociale e opportunità ridotte per i transgender, che è stato messo in atto dal capitalismo statunitense per schiacciare i nostri sogni e il nostro spirito collettivo".

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