Luis Bacalov 1933-2017

È morto il compositore e arrangiatore, Premio Oscar nel 1996 e fra i maestri della canzone italiana

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Luis Bacalov

È morto all'età di 84 anni per un'ischemia Luis Bacalov, compositore e arrangiatore argentino, fra i grandi protagonisti degli ultimi 60 anni di popular music in Italia: ne ha dato notizia il figlio Daniel.

Bacalov, nato a Buenos Aires nel 1933, arriva in Italia già alla fine degli anni Cinquanta, a Roma. Pianista e arrangiatore, il suo talento viene notato prima dalla Fonit Cetra, e poi dalla Rca Italiana, in un momento di grande espansione del mercato discografico nazionale e di innovazione del sound e degli stili della canzone. Nei suoi anni come arrangiatore con la Rca (dove, nello stesso periodo, è attivo un altro arrangiatore residente destinato a una lunga carriera: Ennio Morricone) Bacalov firma numerosi futuri classici della canzone italiana. Lavora con Nico Fidenco ("What a Sky", grande successo del 1960, "Legata con un granello di sabbia"), Rita Pavone ("La partita di pallone"), Gianni Morandi (scrive le musiche di "Fatti mandare dalla mamma") e – soprattutto – Sergio Endrigo. La loro collaborazione, nata negli anni Sessanta con il passaggio di Endrigo alla Rca (ad esempio, con la splendida "Io che amo solo te") prosegue a lungo, e dà vita ad alcuni dei capolavori della canzone italiana come La vita, amico, è l'arte dell'incontro (1969, su canzoni di Vinicius de Moraes), L'Arca di Noè (1970) e Ci vuole un fiore (1971).

All'inizio degli anni Settanta, Bacalov ha anche un ruolo nella nascita del progressive rock italiano, arrangiando e componendo parte del Concerto Grosso dei New Trolls, con cui lavorerà anche negli anni successivi, e collaborando con Osanna, Il Rovescio della medaglia e altri ancora. Sul côté più pop delle produzioni della casa romana, negli stessi anni mette le mani in Sabato pomeriggio di Claudio Baglioni, lavora con Ricchi e Poveri e con Mia Martini.

La fama di Luis Bacalov è anche legata alla sua carriera di compositore per il cinema, già negli anni Sessanta (spesso con lo pseudonimo di Luis Enríquez): sue sono le musiche del Vangelo secondo Matteo di Pasolini (1964) e di numerosi western all'italiana e "poliziotteschi", che fanno delle sue musiche recente oggetto di revival: nel 1966, ad esempio, è sua la musica di Django di Sergio Corbucci, poi "riscoperta" e riutilizzata da Quentin Tarantino. Del 1972 è invece la colonna sonora per Milano Calibro 9 di Di Leo, e per numerosi film di Maurizio Lucidi. Nel 1980 collabora con Fellini per La città delle donne.

Il suo maggiore successo come compositore di musica da film risale al 1996, quando la musica per Il postino di Massimo Troisi si aggiudica il Premio Oscar per la migliore colonna sonora (poi "dimezzato" in seguito a una lunga causa per plagio con la famiglia Endrigo, dato che il tema principale è stato riconosciuto come simile a un brano precedente del cantautore).

Negli ultimi anni Bacalov rimaneva molto attivo, dirigendo le sue musiche in giro per il mondo o eseguendole al pianoforte, insieme a un ricco repertorio di tango, sua grande passione e ispirazione da sempre.

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