Lino Bianchi (1920-2013)

La scomparsa del musicologo

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Il 12 ottobre scorso è terminata la lunga e laboriosa esistenza di Lino Bianchi, uno dei più attivi musicologi italiani nel campo della ricerca e dello studio della grande tradizione barocca legata al sacro. Aveva 93 anni essendo nato a Vedano Olona nel 1920. Fin dal dopoguerra aveva avviato le sue ricerche sulla storia dell'oratorio musicale in Italia, proseguendo i lavori di pionieri del primo Novecento come Alaleona. Nel 1949 aveva fondato a Roma il Centro sull'Oratorio musicale, da lui diretto fino al 1963, ed aveva avviato nei decenni successivi fondamentali serie di edizioni critiche di oratori di grandi compositori della tradizione italiana come Palestrina, Stradella, Scarlatti e soprattutto il suo amato Carissimi, che lui ha contribuito enormemente a conoscere e rivalutare. Le edizioni da lui curate, principalmente per la casa editrice romana De Santis e per l'Istituto Italiano per la Storia della Musica, hanno diffuso nel mondo le opere di quegli autori. Tra i suoi saggi musicologi ricordiamo almeno : "Carissimi, Stradella, Scarlatti e l'oratorio musicale" (1968), "Palestrina" (1969), il capitolo sull'oratorio nel volume Alessandro Scarlatti (da lui curato insieme a Roberto Pagano e Giancarlo Rostirolla per la Eri nel 1972) e il recente "Palestrina:immagini e documenti"(con Rostirolla, 1994). Molta attenzione è stata dedicata da Bianchi alla collaborazione con giovani musicologi, da lui indirizzati alla ricerca sulle fonti dell'oratorio e della cantata del Seicento, e con musicisti interessati alla prassi esecutiva storica. Nel 2001 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli aveva conferito la Medaglia al merito per la cultura e l'arte.

Dinko Fabris

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