Lanzillotta alla Toscanini

Parma: è il nuovo direttore principale

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Francesco Lanzillotta è il nuovo direttore principale della Filarmonica Arturo Toscanini. L'incarico - ufficializzato in una conferenza stampa con il sovrintendente Maurizio Roi e la direttrice artistica Rosetta Cucchi -avrà inizio dalla stagione 2014/15 e sarà di durata triennale, impegnando il giovane direttore romano non solo nella direzione delle diverse produzioni sinfoniche che saranno programmate dalla Fondazione, ma anche nello stabilire con l'orchestra uno stretto rapporto di lavoro e collaborazione. Nato nel 1977, oltre ad aver guidato diverse compagini orchestrali - tra le altre l'Orchestra dei Giovani dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l'Orchestra Regionale Toscana, l'Orchestra Sinfonica della RAI di Torino - è direttore principale ospite del Teatro dell'Opera di Varna in Bulgaria. In merito a questo incarico Lanzillotta dichiara «sono un giovane direttore, ma non vuol dire che io sia troppo giovane per questo ruolo. Un direttore a 37 anni è nel pieno della sua esplosione musicale: viene da studi approfonditi in conservatorio, dalla gavetta con orchestre di provincia o all'estero. Io ho un'età perfetta per un incarico del genere, e sono felice di inserirmi in un trend europeo che vede direttori stabili trentenni alla guida di importanti orchestre». A proposito delle sue figure di riferimento afferma: «ricordo benissimo un video di Kleiber che dirige i Berliner, Strauss. Dopo mezz'ora di prove il direttore si fermò, e disse all'orchestra: datemi il vostro Strauss, io lo ascolterò, lo rielaborerò e ci lavoreremo insieme». Infine, riguardo alla prospettiva del suo lavoro in Toscanini Lanzillotta evidenzia che «per costruire l'identità di un'orchestra è necessario partire dalla programmazione. Oltre che dallo studio della direzione d'orchestra, io vengo dallo studio del violoncello, del pianoforte e della composizione, che credo sia un requisito fondamentale per essere un bravo direttore. Sono musicalmente molto preparato, mi piacerebbe una programmazione che abbracci il repertorio dal classicismo al Novecento, riscoprendo i compositori italiani del primo Novecento in particolare, che sono stati dimenticati pur essendo degli importanti punti di riferimento».

Alessandro Rigolli

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