La Netrebko è Manon Lescaut

Roma: il nuovo cartellone del Teatro dell'Opera

News
classica
Il 27 novembre la stagione dell'Opera apre la stagione contemporaneamente chiude l'anno verdiano con Riccardo Muti sul podio per Ernani in un allestimento di Hugo De Ana. Gli interpreti fanno parte di quella compagnia verdiana semistabile che da qualche anno segue fedelmente Muti: Serjan, Meli, Salsi Abdrazakov e poi ancora Poli, Besloselskiy, Ganassi, Zanellato, Petean, che saranno con Muti e l'Opera a Tokyo in maggio con Nabucco e Boccanegra. Per Manon Lescaut Muti ha invece scelto Anna Netrebko: per lei sarà un triplice debutto, nei panni dell'eroina pucciniana, all'Opera di Roma e sotto la bacchetta di Muti. Sono sette in tutto i titoli operistici in cartellone al Costanzi, scelti prevalentemente nel catalogo degli autori (Rossini, Donizetti e Bizet, oltre a Verdi e Puccini) che garantiscono i migliori risultati al botteghino: probabilmente allude a questo il sovrintendente Catello De Martino quando dice che si è stati molto attenti ai conti, pur senza sacrificare la qualità, che anzi sembra continuare a migliorare. Di Rossini è in programma Maometto II con Roberto Abbado e Pier Luigi Pizzi, di Donizetti L'Elisir d'amore con Donato Renzetti e Ruggero Cappuccio (l'unico allestimento della stagione non nuovo per il pubblico romano), di Bizet Carmen con Emmanuel Villaume e Emilio Sagi. Si chiude a ottobre 2014 ancora con Verdi: Rigoletto diretto da Renato Palumbo con regia di Leo Muscato. Niente del Seicento e del Settecento e niente di contemporaneo, a meno non voler considerare contemporanei L'Enfant et les sortilèges e L'Heure espagnole di Ravel, opere ormai centenarie, che tornano a Roma in un'edizione di lusso, con direzione di Charles Dutoit e regia di Laurent Pelly. Prevale la grande tradizione anche nel cartellone della danza, ma tra Bella addormentata, Lago dei cigni, Cenerentola e una soirée "Verdi danse" c'è anche un trittico contemporaneo. In totale sono oltre centoventi gli spettacoli al Costanzi. Inoltre una recita di The prodigal son in S. Maria in Ara Coeli, seconda parte delle tre "parabole da chiesa" di Britten che James Conlon e Mario Martone realizzeranno in tre anni. A tutto questo bisogna aggiungere le stagioni alle Terme di Caracalla e al Teatro Nazionale, il cui programma sarà comunicato entro l'anno. Il direttore artistico Alessio Vlad ha sottolineato che si sta allacciando una fitta rete di scambi con gli altri teatri: le coproduzioni ormai non sono più a livello italiano o europeo ma mondiale, con Sydney e Santiago del Cile, gli allestimenti dell'Opera andranno a Pechino e Rio de Janeiro, si stanno mettendo a punto progetti con la English National Opera per Benvenuto Cellini e col Real di Madrid per Boris e Kovancina. Mauro Mariani

Se hai letto questa news, ti potrebbero interessare anche

classica

La scomparsa del baritono: aveva 55 anni

classica

Napoli: Fanciulla del West diretta da Valčuha

classica

Nicola Sani lascia “consensualmente” l’incarico; proposto come sostituto Fulvio Macciardi