La Fenice riparte da Simone

Venezia: presentata la prossima stagione

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La Stagione 2014/2015 del Teatro La Fenice di Venezia, così come intesa dal suo direttore artistico, Fortunato Ortombina, legherà strettamente al proprio cartellone opere d'ambientazione veneziana o tenute a battesimo proprio a La Fenice. In questo senso, l'inaugurazione della Stagione sarà doppia e verdiana: il 22 novembre 2014 con il Simon Boccanegra ('versione 1881'), diretto da Myung-Whun Chung e per la regia di Andrea De Rosa, e, l'indomani, con La traviata, nell'ormai storico allestimento di Robert Carsen che festeggiò la riapertura del Teatro nel 2004. La traviata, che a distanza di dieci anni verrà rivista dal regista canadese, sarà diretta da quattro diverse bacchette che, fino al 4 ottobre, si succederanno sul podio de La Fenice (dopo Diego Matheuz, direttore principale del Teatro, sarà la volta di Wellber, d'Espinosa e Frizza), ma non sarà l'unico omaggio de La Fenice ai milioni di visitatori che verranno instradati verso la Laguna dall'Expo Milano: nei mesi estivi, il Festival che nel 2015 s'intitolerà «La spirito della musica di Venezia», dopo l'esecuzione in teatro dell'oratorio Juditha triumphas di Vivaldi diretto da Stefano Montanari (dal 19 giugno), si aprirà a un incantevole scenario storico di Venezia: sarà infatti il Cortile del Palazzo Ducale a fare da palcoscenico all'Otello verdiano (7, 9 e 12 luglio) e all'unico balletto in cartellone, la Terza Sinfonia di Mahler nella versione coreografica di John Neumeister (16-17 luglio). A fronte della mancanza di provvedimenti governativi specifici, a sostegno della difficile situazione economico-finanziaria in cui versano gli enti lirici italiani, la linea già da qualche anno perseguita dal Teatro La Fenice di Venezia si sta rivelando un modello vincente: conversione del pachidermico assetto del teatro di produzione in quello, più snello, di repertorio; rotazione degli spettacoli all'interno della Stagione e ingaggio di giovani leve di artisti che, nella città lagunare, si stanno attualmente formando in due poli d'eccellenza e di richiamo internazionale quali il Conservatorio «Benedetto Marcello» e l'Accademia di Belle Arti. Grazie anche al loro contributo si dovrà la riuscita, nel corso della prossima Stagione, delle tre farse rossiniane che andranno in scena al Teatro Malibran: Il signor Bruschino (a partire dal 23 gennaio), La scala di seta (dal 20 giugno) e La cambiale di matrimonio (dal 12 settembre). Adeguamento al «regime competitivo globale», per dirla con il Sovrintendente Cristiano Chiarot, è, invece, la coproduzione, insieme all'Arena di Verona, al Centre de Musique Baroque de Versailles e al San Carlo di Napoli e al Maggio Musicale Fiorentino, rispettivamente, de I Capuleti e Montecchi (dal 14 gennaio; protagoniste il soprano Jessica Pratt e il mezzosoprano Sonia Ganassi), della versione viennese dell'Alceste di Gluck (dal 20 marzo) e de Il medico dei pazzi di Giorgio Battistelli, che andrà in scena al Malibran, in prima italiana, il 6 ottobre, nonché Il ponte sulla Drina (8-15 luglio), musica di Dejan Sparavalo e libretto di Emir Kusturica - che firmerà pure la regia -, in coproduzione con Andrićrad, e Die Zauberflöte di Mozart (20-31 ottobre), regia di Damiano Michieletto, coprodotta col Maggio: opere, quest'ultime, che faranno di Venezia, ancora una volta, luogo d'elezione per la concordia fra culture diverse. Fenice
Alessandro Turba

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